La sospensione dell’autorizzazione all’esercizio decisa dalla Regione Lazio rappresenta un ulteriore colpo per la Remat Lazio, già alle prese con una situazione economica difficile prima dell’incendio del 12 luglio che ha distrutto l’impianto di riciclo di carta e plastica di San Giorgio a Liri. Il provvedimento, adottato in seguito al rogo, potrebbe trasformarsi in una revoca definitiva una volta conclusi gli accertamenti della Procura di Cassino, mettendo seriamente a rischio il futuro dell’azienda.
L’impianto, entrato in funzione all’inizio del 2024 per rispondere alla carenza di strutture dedicate al riciclo nel territorio, era già stato interessato da un precedente incendio poco dopo l’avvio dell’attività. In quell’occasione i danni erano stati contenuti, mentre il rogo di luglio ha reso inutilizzabile gran parte dello stabilimento.
La struttura era stata acquistata all’asta dalla Saf. Sul piano ambientale, le analisi effettuate da Arpa Lazio hanno escluso in pochi giorni criticità legate alla presenza di diossine, facendo rientrare l’allarme.
Diversa la situazione sul fronte giudiziario. L’area resta sotto sequestro mentre la Procura prosegue gli accertamenti per chiarire le cause dell’incendio.