La Polizia di Stato nell’ambito delle attività di contrasto ai reati in danno degli animali e di tutela della fauna selvatica, ha denunciato due soggetti, entrambi residenti nel napoletano, indiziati di detenzione fauna selvatica protetta, uccellagione, utilizzo di richiami acustici vietati e maltrattamento animali.
In particolare, nell’ambito di specifici servizi di controllo del territorio, i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Gaeta ha individuato e sequestrato quattro esemplari di cardellino (Carduelis carduelis), specie particolarmente protetta dalla normativa vigente, rinvenuti all’interno di un veicolo sottoposto a controllo al cui interno sono stati trovati e sequestrati anche materiale e strumenti ritenuti compatibili con attività di cattura illecita dell’avifauna selvatica, tra cui richiami acustici, reti e altri dispositivi utilizzati per il bracconaggio.

L’attività investigativa ha consentito di accertare ulteriori elementi di rilievo, tra cui la presenza, su alcuni degli esemplari recuperati, di particolari imbracature utilizzate come “zimbelli”, pratica vietata che comporta sofferenze agli animali e favorisce la cattura illegale di altri uccelli selvatici.
Determinante è stato il contributo del personale specializzato del Servizio Naturalistico dell’Ente Parco Regionale Riviera di Ulisse e del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS), intervenuto per la presa in carico degli esemplari sequestrati, la verifica delle loro condizioni sanitarie e l’avvio del percorso di recupero finalizzato alla successiva reintroduzione in natura.
L’operazione evidenzia l’importanza della stretta collaborazione tra la Polizia di Stato, impegnata nell’attività di prevenzione e repressione dei reati, e gli enti specializzati nella tutela della biodiversità e della fauna selvatica, strumento essenziale per contrastare fenomeni quali il bracconaggio, la detenzione illegale di specie protette e ogni forma di maltrattamento animale.