Turni di otto ore immersi in nubi dense di polveri sottili, senza adeguate protezioni e con il rischio di danni irreversibili alla salute. Succede nel porto commerciale di Gaeta, dove FP CGIL e UIL FP denunciano una vera e propria emergenza sanitaria per i funzionari dell’Agenzia delle Dogane. Sotto accusa sono le operazioni di scarico e stoccaggio del carbon coke: il materiale, movimentato a cielo aperto sulle banchine, libera nell’aria particolato nocivo che i lavoratori respirano costantemente durante le ispezioni.
I sindacati denunciano la totale inadeguatezza dei dispositivi di protezione, spesso ridotti a semplici mascherine chirurgiche, e l’assenza di dati scientifici sulla qualità dell’aria nel Documento di Valutazione dei Rischi.
Per questo è stata inviata una diffida ai vertici dell’amministrazione: si chiede l’intervento immediato degli ispettori dell’Asl di Latina, il posizionamento di centraline di monitoraggio e la consegna di maschere FFP3. Senza risposte concrete – avvertono i rappresentanti dei lavoratori – scatteranno lo stato di agitazione e gli esposti alla Procura della Repubblica.