Un intervento chirurgico alla colonna vertebrale che doveva essere risolutivo si è trasformato in un calvario lungo tre anni per un’infermiera. La vicenda ha inizio nel 2023 all’ospedale “Fabrizio Spaziani” di Frosinone dove, a seguito dell’operazione, la donna sviluppa una grave infezione del sito chirurgico, poi evolutasi in un quadro sistemico.
Da quel momento scatta una dolorosa sequenza di ricoveri e nuovi interventi, fino al trasferimento d’urgenza al Policlinico Umberto I di Roma. La paziente sostiene inoltre che la gravità dell’infezione non sia stata compresa tempestivamente durante i controlli successivi nella struttura ciociara.
Oggi le conseguenze sulla sua vita sono devastanti: la donna non è più in grado di camminare autonomamente. Assistita dall’avvocato Ubaldo Pecorilla del Foro di Roma, ha chiesto alla Asl di Frosinone un risarcimento di un milione di euro.
Pesanti i risvolti anche sul piano lavorativo: dopo un anno trascorso senza stipendio, l’infermiera è riuscita a rientrare in servizio, ma solo grazie alle stampelle e al supporto costante del marito, svolgendo mansioni ridotte da seduta. Oggi le conseguenze sulla sua vita sono devastanti: la donna non è più in grado di camminare autonomamente. sanitarie e il nesso di causalità tra l’intervento e i danni subiti.