L'INTERVENTO

Urbanistica, Forza Italia critica duramente l’assessore Muzio: “Gli interventi che si stanno mettendo in atto risultano scollegati dalle effettive esigenze dei cittadini”

"L’Assessore non ha ben chiaro quale è la funzione che la Commissione Urbanistica svolge, e deve svolgere, quale organo endoprocedimentale del Comune"

Urbanistica, Forza Italia critica duramente l’assessore Muzio: “Gli interventi che si stanno mettendo in atto risultano scollegati dalle effettive esigenze dei cittadini”

Critiche da parte di Forza Italia all’assessore all’urbanistica del Comune di Latina, Annalisa Muzio. L’intervento e’ di Giuseppe Coriddi che risponde alla stessa Muzio che aveva difeso l’operato del suo assessorato.

La nota

Apprezziamo, come sempre, la prontezza dell’assessore all’urbanistica del Comune di Latina a fornire risposte ai nostri interventi mirati, in punta di penna, a correggere il tiro “ai fini di dare una corretta e buona informazione ai cittadini”. Ed è proprio nell’ambito della risposta fornita al mio intervento che siamo costretti, come Forza Italia, a fare alcune, doverose, precisazioni soprattutto per fare chiarezza anche in merito alle competenze in materia di pianificazione. E’ evidente, dal contenuto del comunicato, che l’Assessore non ha ben chiaro quale è la funzione che la Commissione Urbanistica svolge, e deve svolgere, quale organo endoprocedimentale del Comune. E’ doveroso, anche se dovrebbe essere scontato, ricordare che la commissione urbanistica, composta in modo proporzionale da consiglieri di maggioranza e minoranza, deve esaminare in via preventiva i piani urbanistici e svolge una funzione referente, istruttoria e consultiva propedeutica all’approvazione degli atti di pianificazione urbanistica. In questo processo la Commissione rappresenta il primo filtro politico e tecnico in cui si sostanzia l’indirizzo politico-amministrativo sul governo del territorio.

Si rammenta all’assessore che le linee di indirizzo politico spettano rigorosamente all’organo collegiale (Consiglio o Commissione) mentre l’assessore ha il compito di attuarle. Fermo restando questa premessa è evidente che nel confezionare il Piano Attuativo l’assessore ha scelto la via del fatto compiuto bypassando il preventivo e necessario indirizzo politico della commissione. Una inversione metodologica che riduce l’organo collegiale a un mero ufficio di ratifica di scelte preconfezionate a monte che comporta una vera e propria esautorazione delle prerogative della commissione. L’assessore, purtroppo, è abituata a calare dall’alto decisioni già prese, pretendendo che i commissari si limitino a fare da “notai” di un piano urbanistico in variante al PRG senza aver potuto incidere sulle linee guida. Un uomo solo al comando vale solo per il ciclismo. I consiglieri comunali non rivestono il proprio ruolo per sport ma, su mandato diretto dei cittadini, hanno il dovere di programmare gli interventi coniugando in modo preciso le risorse disponibili al benessere della collettività. In tale contesto, più volte in commissione, è stato chiesto di conoscere la metodologia utilizzata per l’esame degli atti di pianificazione.

Ci è stato risposto che il criterio adottato è quello di sottoporre i piani che si trovano nello stato più avanzato. Criterio dettato da chi? Condiviso con chi? Sembra di assistere, in base a questo “metodo” ad una sorta di una competizione in cui i partecipanti, i professionisti incaricati di redigere i PPE, gareggiano. Sempre, e al solo fine di “ristabilire una corretta informazione”, si ritiene doveroso segnalare ancora una volta che nel lontano anno 2006 la Giunta Municipale ha affidato ad oltre 80 professionisti l’incarico di predisporre i necessari atti di pianificazione dei Piani Particolareggiati decaduti per decorrenza dei termini stabiliti dalla Legge n.1150/42. L’attività di pianificazione interessava la quasi totalità del territorio comunale ed un numero di abitanti dei soli quartieri di Ristrutturazione (zoneR) di circa 80.000 abitanti oltre quelli dei Borghi. A distanza di 20 anni dall’affidamento degli incarichi è opportuno chiedersi qual è lo stato della procedura, quali atti sono stati prodotti dai professionisti incaricati e quali le criticità eventualmente emerse.

L’assessore si è mai domandata come sia possibile che a distanza di 20 anni dall’affidamento degli incarichi non siano stati presentati i relativi elaborati di PPE se non quelli che riguardano solo il PPE di Borgo Carso? Sempre nell’ottica di fornire una corretta informazione ai cittadini si ribadisce all’Assessore che il Comune decorso il termine di validità dei PPE non ha la “facoltà” ma “l’obbligo” di ripianificare e che il ricorso che ha riguardato Borgo San Michele non è l’unico presentato dai cittadini. Inoltre, risulta opportuno citare la nota dell’avvocatura comunale (prot.101266 del 30/7/13), trasmessa al sindaco e a tutti gli amministratori, con cui si segnalava l’obbligo per il Comune di procedere alla ripianificazione dei Piani decaduti. La lettera dell’avvocatura che siamo certi, sia ben nota all’assessore in un passaggio cita testualmente: “la decadenza dei vincoli urbanistici preordinati all’espropriazione o che comportino l’inedificabilità assoluta del suolo o che privino il diritto di proprietà del suo valore economico, determinata dall’inutile decorso del termine quinquennale decorrente dall’approvazione del PRG, obbliga il Comune a procedere alla nuova pianificazione dell’area rimasta non normata”. Ferme restando le dovute precisazioni il dato, su cui in modo manifesto l’assessore concorda, è l’esigenza di pervenire alla definizione di un nuovo PRG. Parliamo dello strumento urbanistico fondamentale con cui un Comune pianifica lo sviluppo, l’assetto e le destinazioni d’uso dell’intero territorio comunale. Un piano a cui l’assessore, in accordo con le commissioni e il consiglio, doveva e poteva iniziare a lavorare oltre tre anni fa evitando, come accade, di rincorrere interventi spot, scollegati da una pianificazione e da una visione della città che non può essere quella della nascita della città. Invece siamo nella fase delle consultazioni con il risultato che i Ppe definiti in funzione del Prg vigente non sono attuali e potrebbero essere viziati.

La nostra richiesta, così come la nostra posizione è chiara, i lavori della commissione, da qui a fine mandato, vanno mirati ad un numero ristretto di interventi che siano frutto di condivisione, e figli di un programma preciso, e non delle estrazioni casuali del metodo attuato dall’assessore. Rispetto alla possibilità di un ricorso ai poteri sostitutivi della Regione o all’eventuale nomina di un commissario ad acta per Borgo San Michele, ribadiamo che l’ipotesi è tutt’altro che remota, si è verificata in passato e potrebbe verificarsi ancora considerato che in R5 alcuni portatori di interesse hanno da tempo chiesto al Comune di attivarsi e senza un intervento in merito si consolida quel presupposto dell’inerzia amministrativa che è base per il commissariamento. Rispetto alla precisione comunicativa e rapidità di intervento a mezzo stampa dell’assessore all’urbanistica confidiamo che la stessa sia applicata ad un settore chiave, fermo da anni, come l’ufficio condoni. Sono mesi che, sempre per chiarezza, abbiamo chiesto all’assessore cosa intende fare per dare risposte a tutti quei cittadini che attendono da dieci o vent’anni la lavorazione della propria pratica offrendo anche la possibilità al Comune di introitare risorse da ricapitalizzare ma non abbiamo avuto riscontro. Il nodo era e resta solo uno. La città senza programmazione è ingessata e gli interventi che si stanno mettendo in atto risultano scollegati dalle effettive esigenze dei cittadini. L’assessore del “fare” dovrebbe andare oltre gli slogan e i comunicati se ha a cuore il futuro della città.