Un’indagine nata per fare luce sulle presunte violenze sessuali subite da una ragazzina di 13 anni si allarga e apre un nuovo filone investigativo. Nel registro degli indagati è finito anche il padre della minorenne, 43 anni, accusato di violenza sessuale aggravata dall’età della vittima.
A far emergere gli elementi al centro della nuova contestazione sono stati gli accertamenti della Polizia Postale di Latina sui dispositivi elettronici sequestrati nell’ambito dell’inchiesta principale. Dall’analisi di un cellulare sarebbero spuntati messaggi ritenuti dagli investigatori compatibili con un tentativo di approccio sessuale nei confronti della figlia.
Il gip del Tribunale di Latina ha disposto per l’uomo il divieto di avvicinamento alla ragazza. Comparso ieri davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia, il 43enne, assistito dal suo legale, ha scelto di non rispondere.
Il nuovo fronte investigativo si innesta sull’inchiesta che coinvolge un 38enne residente in provincia di Cagliari. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe adescato online la ragazzina, avviando con lei uno scambio di contenuti sessualmente espliciti, per poi incontrarla almeno tre volte a Latina, in una scuola, dove si sarebbero consumati gli abusi.
Per il 38enne la Procura di Cagliari contesta i reati di violenza sessuale e produzione di materiale pedopornografico. L’uomo è in carcere. Ora gli investigatori dovranno chiarire il contenuto delle comunicazioni attribuite al padre e accertare eventuali responsabilità.