“La sensazione che mi è rimasta addosso è lo sgomento. Non lo denunciai ma qualcosa mi si è spezzato dentro”. A parlare con l’ANSA è Angela Camuso, la giornalista e scrittrice che in una lettera al quotidiano Il Tempo ha raccontato di aver ricevuto delle “avance” da Sigfrido Ranucci nelle ore e nei giorni successivi a un colloquio di lavoro sostenuto nel 2018 nella sede Rai di via Teulada per collaborare con Report. Camuso aveva già lavorato con diverse testate ed era autrice di vari libri.
“Non è stata certo la prima volta che qualcuno ci ha provato – spiega – però io da lui non me l’aspettavo. Avevo lavorato con Milena Gabanelli, quindi non so, per me Ranucci conduttore di una trasmissione come Report rappresentava quello che poi rappresentava un po’ per tutti fino a quando è successo quello che è successo in questi mesi. Nessuno metteva in dubbio la sua rettitudine. È come se mi fosse caduto un po’ il mondo addosso, dentro di me si è rotta la fiducia nel futuro, questa cosa mi è rimasta dentro per tanto tempo”. Il punto secondo Camuso è che “se lui si comporta così in un colloquio di lavoro come possiamo avere fiducia in lui nel resto? Non si tratta di essere donnaioli. Io ero a un colloquio di lavoro con il mio curriculum, i miei reportage e i miei libri. A mezzogiorno ero a via Teulada e alle 21 e 20 mi comincia a mandare messaggi, ‘come stai in forma nella foto del profilo’, ‘un bacio, ‘i tuoi occhi luminosi’, ‘sei la cosa più bella che ho visto nella mia giornata di merda…’. Questo non va bene”.
La cosa più brutta per Camuso è però arrivata in seguito: “Mi ha scritto di vederci a sera inoltrata e a quel punto ho proposto di incontrarci di pomeriggio per fargli vedere i miei servizi video e leggere i miei pezzi. Allora è cambiato completamente l’atteggiamento, è come se avesse switchato. Semplicemente non gli interessava più parlare con me, ha cominciato a rimandare eventuali appuntamenti, con varie scuse. E ho avuto la conferma che fondamentalmente delle mie qualità professionali non gliene poteva fregare di meno, voleva evidentemente qualcos’altro”. E sottolinea: “Per me è un ‘predatore'”.
Camuso amaramente non nasconde che i leoni da tastiera si sono già scatenati: “Vedo solidarietà – dice – ma anche commenti orribili. Voglio rispondere intanto a chi mi accusa di essere stata ‘pappa e ciccia’ con Ranucci quando è venuto alla rassegna Schermi di piombo a Roma che ho curato e condotto. Ho invitato persone di tutti i colori politici, anche persone che non la pensano minimamente come me e che non è detto che io stimi per forza”. La giornalista spiega perché all’epoca non ha denunciato: “Mi sono trovata, come dire, in una situazione di inferiorità. E non ho avuto il coraggio anche perché speravo che smettesse e mi facesse lavorare, Magari un complimento non è una molestia… però sicuramente è un abuso di potere e credo che sia una violazione del codice etico della Rai”.
E chiude spiegando perché ora è uscita allo scoperto: “Volevo far sapere a tutti chi è l’uomo Ranucci. Poi se chi lo continua a difendere pensa che questa cosa non è importante, allora da oggi in poi qualsiasi datore di lavoro ha il diritto di fare queste cose… Quando ho chiamato il direttore de Il Tempo Daniele Capezzone per dargli la mia lettera, certo non mi ha risposto dicendomi che sono bella…”.