Nei prossimi giorni

Attentato a Ranucci, esecutori e mandanti davanti ai magistrati

I quattro componenti della banda che ha piazzato l'ordigno avranno per la prima volta un confronto. Si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.

Attentato a Ranucci, esecutori e mandanti davanti ai magistrati

Esecutori e mandanti pronti a parlare di fronte ai magistrati, per ribadire la propria volontà di non voler far realmente del male a Sigfrido Ranucci o ad altri il 16 ottobre 2025. Lavitola è pronto a fare dichiarazioni spontanee al tribunale del Riesame – l’incontro sarà fissato forse nella prima metà della prossima settimana – con cui offrirà delle “puntualizzazioni”.

I quattro componenti della banda che ha piazzato l’ordigno avranno invece per la prima volta un confronto con i magistrati: i difensori hanno depositato la richiesta di interrogatorio ai pm della Dda di Roma, considerando che finora gli stessi si erano sempre avvalsi della facoltà di non rispondere. Non si esclude che loro possano essere ascoltati già in settimana.

L’unico che resterà probabilmente in silenzio almeno per le prossime settimane è Ranucci, vittima dell’azione dinamitarda, che prima della presentazione del suo libro in provincia di Trento spiega incalzato dai cronisti: “Dell’inchiesta giudiziaria non parlo”. E ancora la precisazione: “Parlerò, ma per rispetto prima con la magistratura”.

A parlare il suo avvocato, Roberto De Vita: “Ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Sigfrido Ranucci, e quindi della trasmissione Report, sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsità che, nonostante la posizione netta e chiara della Autorità Giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno dell’Azienda”, ha dichiarato. “Motivazioni inerenti una “incompatibilità ambientale” attesa la ridondanza della vicenda e i suoi riflessi negativi per l’Azienda, sarebbero pretesto cortese e si tradurrebbero di fatto nella punizione della vittima”, ha concluso.