i dati allarmanti

Allarme incendi prima dell’estate: nel Lazio già in fumo 131 ettari

Per Legambiente serve subito una svolta: gestione sostenibile dei boschi, più controlli e sanzioni severe per fermare una devastazione senza fine

Allarme incendi prima dell’estate: nel Lazio già in fumo 131 ettari

La terra brucia, questa estate, a ritmi record. Nei primi sei mesi del 2026, ben prima dell’avvio ufficiale della stagione antincendio, l’Italia ha registrato quasi 500 roghi con oltre 9.500 ettari andati in fumo: un aumento del 36% rispetto all’anno scorso. L’equivalente di ben 13.000 campi da calcio cancellati dal fuoco.  In questo scenario, il Lazio si colloca in una posizione intermedia ma comunque preoccupante. Nella nostra regione le fiamme hanno già divorato 131 ettari di territorio attraverso 11 grandi roghi. Un dato superiore a quello delle vicine Umbria e Abruzzo, ferme a poco più di 20 ettari a testa, ma nettamente inferiore alla Toscana, che al Centro Italia detiene il primato negativo con ben 623 ettari bruciati nel solo mese di maggio a Lucca.

Il vero dramma si consuma però al Sud e sulle isole. Il confronto è impietoso: la Sicilia guida la tragica classifica nazionale con 4.769 ettari inceneriti e 175 roghi, seguita dalla Calabria con oltre 1.500 ettari. Numeri impressionanti se paragonati alla situazione laziale. Preoccupa anche il Nord, dove regioni tradizionalmente meno esposte come Piemonte e Liguria superano ormai ampiamente i 350 ettari bruciati. Per Legambiente serve subito una svolta: gestione sostenibile dei boschi, più controlli e sanzioni severe per fermare una devastazione senza fine.