il convegno

La città si candida a diventare un laboratorio nazionale per le tecnologie del futuro

L'incontro dedicato a intelligenza artificiale, supercalcolo, quantum computing ed energia

La città si candida a diventare un laboratorio nazionale per le tecnologie del futuro

Latina candidata a diventare un laboratorio nazionale per le tecnologie del futuro. È questo il messaggio emerso dal convegno promosso dal Comune di Latina, su iniziativa del consigliere Alessandro Porzi e con il sostegno del senatore Nicola Calandrini, dedicato a intelligenza artificiale, supercalcolo, quantum computing ed energia.

A indicare la prospettiva è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti, che ha individuato il territorio pontino tra quelli con le caratteristiche per ospitare una grande infrastruttura nazionale per l’innovazione. Butti ha sottolineato come Latina possa contare su importanti punti di forza, dal Polo Pontino della Sapienza con 19 corsi di laurea alle competenze STEM, dal tessuto industriale nei settori ICT e farmaceutico alle infrastrutture energetiche, ribadendo però la necessità di un progetto industriale chiaro che integri tecnologia ed energia.

Al centro del confronto la proposta del progetto CIRENE, ideata e illustrata da Alessandro Porzi, che punta a trasformare l’area dell’ex centrale nucleare di Borgo Sabotino in un polo integrato dedicato a ricerca, supercalcolo, intelligenza artificiale, quantum computing ed energia, valorizzando le infrastrutture esistenti e creando un ecosistema per l’innovazione.

L’amministratore delegato di Sogin, Gian Luca Artizzu, ha espresso il pieno sostegno al progetto, evidenziando le potenzialità strategiche del sito e richiamando anche le opportunità offerte dai sistemi di accumulo energetico. Un contributo condiviso dal presidente di Ance Latina, Pierantonio Palluzzi, che ha evidenziato come la disponibilità di energia, una delle cabine primarie più rilevanti del paese  e la vicinanza al mare rendano l’area particolarmente competitiva per ospitare infrastrutture ad alta intensità di calcolo.

Sul valore della programmazione e della visione è intervenuto anche il professor Fabio Massimo Frattale Mascioli, mentre Giuseppe Viglialoro, consigliere dell’Ordine degli Ingegneri, ha richiamato il ruolo delle competenze tecniche e della progettazione. Il mondo industriale è stato rappresentato da Michele D’Urso, direttore della Divisione Elettronica di Leonardo, che ha illustrato le applicazioni dell’intelligenza artificiale nei sistemi avanzati, e da Mattia Macellari, vicepresidente nazionale della Piccola Industria di Confindustria, collegato in videoconferenza, che ha evidenziato le opportunità della trasformazione digitale per le piccole e medie imprese. Il settore delle scienze della vita è stato rappresentato da Roberto Carnevale, della Sapienza Polo Pontino, che ha illustrato le prospettive dell’intelligenza artificiale applicata alla ricerca biomedica e allo sviluppo di nuove terapie.

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali della sindaca Matilde Celentano, che ha rilanciato l’obiettivo di trasformare l’ex centrale in un tecnopolo nazionale attraverso un’alleanza tra istituzioni, ricerca, imprese e professioni. Sono intervenuti anche il prefetto Vittoria Ciaramella, che ha richiamato l’importanza di una governance fondata su etica, trasparenza e centralità della persona nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, la direttrice generale della Asl Sabrina Cenciarelli e il consigliere provinciale Renzo Scalco, delegato dal presidente della Provincia Federico Carnevale.

Importante anche il sostegno della Regione Lazio. Il presidente Francesco Rocca, in un messaggio letto durante il convegno, ha definito il progetto CIRENE una proposta che merita un approfondimento e un confronto tra tutti i soggetti coinvolti, sottolineando come Latina disponga di competenze capaci di generare innovazione, occupazione qualificata e sviluppo. Anche l’assessore regionale ai Trasporti Fabrizio Ghera ha espresso il proprio apprezzamento, evidenziando come il progetto possa contribuire alla costruzione di un ecosistema regionale orientato alla mobilità del futuro.

Hanno inoltre portato il loro contributo gli Ordini professionali con Renato Masala per l’Ordine dei Medici, Vittorio D’Argenio per l’Ordine degli Architetti ed Enrico Ferracci per l’Ordine degli Ingegneri.

Dal confronto è emersa una visione condivisa: Latina possiede competenze scientifiche, industriali, energetiche e infrastrutturali che possono renderla protagonista della nuova frontiera dell’innovazione tecnologica. La sfida, ora, è trasformare questa convergenza di istituzioni, università, imprese e professioni in un progetto concreto capace di candidare il territorio a diventare uno dei principali poli nazionali per l’intelligenza artificiale, il supercalcolo e il quantum computing.