A circa due settimane dalla scomparsa di Sarah e Alisya, le sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, il procuratore di Sulmona. Luciano D’Angelo, ha ascoltato nuovamente, come persona informata dei fatti, Youssef, il fidanzato diciottenne di Alisya. “Avevo la necessità di risentirlo, ma non c’è nessun indagato, stiamo solo facendo il nostro lavoro” ha detto D’Angelo uscendo dalla stazione dei carabinieri di Villetta Barrea, paese a pochi minuti d’auto da Civitella Alfedena. “Youssef ha finito di lavorare e poi è stato sentito, a conferma del fatto che non era urgente”, ha aggiunto D’Angelo. Il ragazzo “è regolarmente presente in Italia. Sono stati sentiti anche due suoi amici, che vivono con lui da quando è uscito dalla casa famiglia, e abbiamo sentito anche altre persone della comunità, ospiti e operatori, tutti come persone informate dei fatti. Abbiamo fatto delle verifiche dei luoghi, compresa la casa famiglia, ma tutto questo non significa niente, significa solo che stiamo lavorando”, ha concluso il procuratore.
Proseguono, intanto, le ricerche dei vigili del fuoco e della protezione civile, con droni e cani molecolari, su tutto il territorio del vicino lago di Barrea, anche se su questo fronte il procuratore ha detto: “Secondo me sotto a quel lago zero possibilità che ci siano le ragazze”. Il padre delle ragazzine, Stefano Di Giacinto, rivela: “Il mio cuore mi dice che stanno ancora bene”, mentre si rafforza l’ipotesi di un allontanamento con l’aiuto di terzi, “di una persona che conoscevano, di cui si fidavano”, specifica Alessia Natali referente per l’Abruzzo dell’associazione Penelope, e della successiva partenza in auto dopo un breve percorso a piedi. “Suppongo siano state aiutate in tutte le fasi del loro allontanamento: penso siano uscite dalla struttura aiutate da qualcuno che conosceva la casa famiglia, passando per punti bui, come ad esempio la finestra rotta”, prosegue Natali. “Avranno percorso poi una parte di sentiero che dalla struttura va verso la riserva La Camosciara, anche lì non da sole, supportate da qualcuno che conoscevano, di cui si fidavano, e a quel punto qualcuno le ha fatte salire in macchina, dirigendosi verso Pescasseroli”.
Sulla sagoma di quella possibile auto si concentrano gli accertamenti degli inquirenti, partendo dai frame delle immagini delle videocamere di sorveglianza di Civitella Alfedena – “immagini notturne, poco nitide”, riferisce il procuratore D’Angelo – che quella notte hanno immortalato il passaggio di tre auto; nelle stesse ore sono stati circa 300, invece, i veicoli transitati nel vicino comune di Alfedena, dove erano in corso festeggiamenti per il Corpus Domini.
Il Procuratore di Cassino Carlo Fucci
“E’ probabile che siano con qualcuno”. Così, al Tg1 Rai, il procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, parlando di Alisya e Sarah, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse ormai da oltre dieci giorni da una casa famiglia di Civitella Alfedena. “È evidente che è difficile ipotizzare un’autogestione da parte di due bambine quando passa un tempo così lungo – aggiunge -. E ciò porta logicamente ad ipotizzare che ci sia il supporto di qualcuno”. Per quanto riguarda le ricerche in corso, secondo il procuratore “è logico che si va alla ricerca delle persone scomparse in tutti i territori in cui possono esserci dei punti di riferimento, supporto al fatto che si nascondono”.