“E’ stato trovato un fermaglio rosso che dovrebbe essere di Sarah su un sentiero vicino alla casa famiglia a Civitella Alfedena”. Sarebbe questo il primo concreto segnale del passaggio delle sorelle Sarah e Alisya, di 12 e 16 anni, scomparse undici giorni fa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, che le ospitava.
I Carabinieri sono tornati nei pressi della casa famiglia di Civitella Alfedena dalla quale, undici giorni fa, sono sparite le due sorelle. Prima di andare via hanno fatto collocare delle transenne per bloccare la strada di accesso alla struttura. Una decisione legata al ritrovamento di un fermaglio rosso. Nel frattempo, i mezzi impegnati nelle ricerche hanno lasciato l’area della casa famiglia, squadre dei vigili del fuoco e carabinieri si sono spostati verso il monte in direzione della riserva naturale La Camosciara, nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. In azione da questa mattina sulla zona anche un drone dei Vigili del fuoco.
Le schede telefoniche
Intanto proseguono gli accertamenti sulle schede telefoniche intestate a un uomo di origine kosovara e al compagno della madre di Alisya e Sarah. Le schede di due dei tre telefoni che avrebbero con sé le due ragazze di 16 e 12 anni di Minturno. Al momento risultano disattivate e l’ultimo segnale porta nell’area del Parco nazionale d’Abruzzo.
Perquisiti casolari vicino Cassino
Una serie di perquisizioni è stata compiuta anche nel Cassinate alla ricerca di Alysia e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 12 e 16 anni di Minturno, tolte ai genitori ed affidate ad una Casa Famiglia di Civitella Alfedena dalla quale sono scomparse. Massimo riserbo del procuratore della Repubblica di Cassino, Carlo Fucci, che sul tema non ha voluto rilasciare dichiarazioni limitandosi a non smentire la notizia. Le perquisizioni compiute nel cassinate hanno riguardato in particolare alcuni casolari in zone di campagna. Una decisione arrivata a poche ore dalle dichiarazioni del fidanzatino della sorella maggiore, Alysia, che ha ammesso agli inquirenti di sospettare che le ragazze fossero in un luogo segreto con dei parenti che le avrebbero aiutate nella fuga. Ipotesi, nessuna certezza, ma gli investigatori non vogliono lasciare nulla di intentato.
E in atto un lavoro congiunto tra la procura di Sulmona e quella di Cassino, il cui Palazzo di Giustizia segue da anni le vicende della famiglia: a Cassino è radicata la competenza per la causa di separazione tra i genitori delle due ragazze.