«Oggi, intervenendo all’iniziativa “Investire nel valore dell’informazione locale”, organizzata presso l’Hotel Nazionale alla presenza di editori, giornalisti, cooperative editoriali e rappresentanti del settore, ho voluto ribadire un principio molto semplice: sostenere l’informazione territoriale significa sostenere la democrazia. Le testate locali, le radio, le televisioni territoriali e le cooperative editoriali rappresentano un presidio democratico fondamentale, soprattutto nelle aree interne e nei territori più fragili. Per questo il governo Meloni ha scelto di sostenere il comparto editoriale in una fase storica segnata dalla crisi della carta stampata, dalla trasformazione digitale e dal cambiamento radicale delle modalità con cui i cittadini si informano. Con il Milleproroghe abbiamo rinviato i tagli previsti dal cosiddetto emendamento Crimi, che avrebbe colpito soprattutto cooperative giornalistiche, enti no profit, fondazioni e associazioni editoriali. Una scelta chiara: il pluralismo informativo non può essere lasciato esclusivamente alle logiche del mercato, soprattutto nei territori più fragili e nelle aree interne.
Il governo è ora al lavoro per superare definitivamente una logica di proroghe annuali e rendere strutturale il sistema dei contributi diretti previsto dal D.Lgs. 70/2017, che l’emendamento Crimi voleva abrogare, garantendo stabilità alle realtà editoriali che ogni giorno assicurano informazione di prossimità e pluralismo. Accanto a questo, il governo ha messo in campo risorse importanti per accompagnare il settore nella transizione digitale. Nel 2023 è stato attivato il Fondo straordinario per l’editoria da 140 milioni di euro, destinato a innovazione tecnologica, cybersecurity, piattaforme digitali, software editoriali e investimenti per radio e televisioni. A questo si aggiungono gli 82 milioni del DPCM 17 aprile 2025 per sostenere copie cartacee, edicole, distribuzione e punti vendita. Sommando queste misure ai contributi diretti storici destinati al pluralismo editoriale, il sostegno pubblico complessivo al comparto tra il 2023 e il 2025 supera ampiamente i 200 milioni di euro. L’informazione locale continua a garantire partecipazione, controllo diffuso, identità delle comunità e qualità democratica. Nessun algoritmo potrà sostituire il lavoro di chi ogni giorno racconta il territorio e dà voce alle comunità locali. Per questo continueremo a sostenere il pluralismo editoriale e l’intera filiera dell’informazione».
Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della 5ª Commissione Bilancio, a margine dell’incontro dedicato al futuro dell’editoria locale e del pluralismo informativo.