nuova udienza

Il processo per l’assegnazione dei chioschi a Sabaudia, l’avvocato di Secci ha chiesto la revoca degli arresti

L'imprenditore di Latina, Fabrizio Gallo, ammesso come parte civile

Il processo per l’assegnazione dei chioschi a Sabaudia, l’avvocato di Secci ha chiesto la revoca degli arresti

Seconda udienza del processo per l’assegnazione dei chioschi a Sabaudia che vede imputati l’ex sindaco di Sabaudia, Giovanni Secci e i due dipendenti del Comune, Giuseppe Caramanica e Elisa Cautilli, accusati di turbativa d’asta nell’assegnazione dei chioschi sul lungomare di Sabaudia avvenuta nel 2025. La corte ha ammesso come parte civile l’imprenditore di Latina Fabrizio Gallo, l’uomo al centro dell’inchiesta essendo stato il vincitore di 5 bandi su 8 per poi essere escluso per non aver ottemperato ai pagamenti, circostanza  sempre negata dall’interessato.

Il giudice Ciccone ha ammesso le prove e i testimoni e, in merito alle eccezioni delle difese sulla inutilizzabilità dell’elenco delle intercettazioni, le ha accolte e rimettendo il termine, dando la possibilità alle difese di chiedere un rito alternativo. L’avvocato Mastrobattista ha chiesto un termine a difesa per valutare la possibilità di chiedere l’abbreviato per Cautilli. L’avvocato Archidiacono ha chiesto invece la revoca degli arresti domiciliari per Secci in quanto il Comune di Sabaudia ha espletato già tutti gli atti di gara per i nuovi affidamenti dei chioschi sul lungomare: una gara a cui si sono presentati solo tre operatori e conclusa lo scorso 17 luglio e che Secci non avrebbe mai potuto inquinare. La prossima udienza lunedi’ 21 settembre.