Per l’ottavo anno consecutio il Gaeta resta in Eccellenza. La notizia è sicuramente positiva ma lascia spazio ad alcune considerazioni. Al di là del risultato finale, non è stata sicuramente la stagione che i biancorossi si aspettavano. Partita con ambizioni di primato, la formazione biancorossa pian piano è scivolata in posizioni anonima di classifica fino ad essere coinvolta nei bassifondi del girone B. E per chi era partita con ben altri presupposti, lottare per obiettivi diametralmente opposti non era sicuramente facile. Nel corso della stagione l’organico è stato rivoluzionato con un andirivieni di giocatori che però non hanno spostato gli equilibri. Il cambio di guida tecnica con Stefano Campolo per Davide Mancone, sembrava poter dare quella spinta in più che invece non è arrivata. Ad un certo punto in riva al tirreno si è pensato al peggio con le ultime giornate che hanno poi certificato la partecipazione ai play out. Domenica scorsa la tensione di tagliava a fette e anche i tifosi in tribuna hanno vissuto un pomeriggio di grande impatto emotivo. Perdere la categoria sarebbe stato deleterio con un futuro indecifrabile. Invece, il risultato ad occhiali contro l’ostico Casal Barriera dopo 120 minuti, ha liberato da ogni preoccupazione. L’incubo era finito e le scene di giubilo in campo, sugli spalti e negli spogliatoi hanno cancellato ogni paura. Adesso si riparte. La società sicuramente dovrà far tesoro degli errori commessi in fase di allestimento della squadra. Per il momento è stato importante se non determinante aver conservato la categoria.
Calcio - Eccellenza
Gaeta salvo, ma quanta apprensione
La società deve ripartire cercando di capire dove sono stati commessi degli errori