Domani alle 14.30 semifinale di andata di Coppa Italia tra Renate e Latina. Avversario settimo in classifica nel girone A.
Ritorno mercoledì 28 gennaio al Francioni. La lunga trasferta a Meda (provincia di Monza e della Brianza) andrà comunque smaltita in fretta, perché bisognerà pensare subito alla trasferta in Campionato a Picerno (domenica ore 17.30, in un ambiente galvanizzato dalla vittoria in casa del Giugliano. Ma il momento è positivo anche per il Latina, come sottolinea alla vigilia il tecnico Gennaro Volpe:
“Le due vittorie sono state importanti soprattutto per il percorso che abbiamo fatto, più che per il risultato in sé. Hanno dato continuità al lavoro quotidiano e hanno rafforzato la consapevolezza del gruppo. Detto questo, sappiamo bene che una semifinale è una partita diversa: servono attenzione, equilibrio e la capacità di rimanere dentro la gara in ogni momento. La fiducia c’è, ma deve essere accompagnata da umiltà e concentrazione”.
Probabile turnover
“La gestione delle energie in questa fase è fondamentale, sia dal punto di vista fisico che mentale. Stiamo valutando tutto con attenzione, anche in base alle risposte dei giocatori e al tipo di partita che ci aspetta. L’obiettivo è avere una squadra competitiva ogni volta che scendiamo in campo. Qualche scelta potrà essere fatta, ma sempre mantenendo alto il livello di intensità e di equilibrio”.
L’avversario
“Il Renate è una squadra organizzata, con principi chiari e caratteristiche diverse rispetto ad altre avversarie affrontate. È un’insidia perché sa leggere bene i momenti della partita e sfruttare gli episodi. Giocare l’andata fuori casa cambia qualcosa, ma non l’approccio: dovremo essere intelligenti nella gestione della gara, sapendo che il doppio confronto si decide su 180 minuti”.
Condizione e ambizione
“Dal punto di vista dell’organico stiamo abbastanza bene, valuteremo fino all’ultimo qualche situazione ma il gruppo è presente e disponibile. È chiaro che una Final Four di Coppa Italia ha un valore storico per il Latina e questo lo percepiamo tutti, ma non deve diventare un peso.
Deve essere uno stimolo in più: ce la siamo guadagnata sul campo e vogliamo viverla con responsabilità, entusiasmo e grande rispetto per l’avversario.