Nella giornata di giovedì 2 luglio 2026, presso la sede di Confindustria Ceramica a Sassuolo, si è tenuto un vertice tra i rappresentanti politici europei e gli imprenditori del comparto. All’appuntamento hanno preso parte il co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo, Nicola Procaccini, e l’europarlamentare Stefano Cavedagna, entrambi eletti tra le fila di Fratelli d’Italia. Al centro del dibattito sono finite le risposte normative necessarie per salvaguardare il tessuto produttivo locale dalle attuali politiche ambientali comunitarie.
La critica all’approccio ideologico europeo
Il co-presidente Procaccini ha espresso la ferma posizione della delegazione in merito alle attuali linee guida di Bruxelles: “Negli ultimi anni abbiamo denunciato con chiarezza i limiti di un approccio ideologico alla transizione ecologica che, anziché favorire lo sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista ha danneggiato il tessuto produttivo e imprenditoriale, finendo troppo spesso per penalizzare chi produce in Europa. Il caso del settore ceramico dimostra come regole pensate senza tenere conto della realtà industriale possano generare distorsioni ingiuste, colpendo aziende che rappresentano un’eccellenza mondiale e che hanno già investito in efficienza, innovazione e sostenibilità. La revisione della direttiva ETS è l’occasione per correggere questi errori e riportare al centro il principio della neutralità tecnologica, della competitività e della sovranità industriale europea”.
L’impatto sul distretto emiliano e la concorrenza estera
L’eurodeputato Cavedagna ha focalizzato l’attenzione sulle ripercussioni economiche globali e territoriali che gravano sulla produzione: “Le nostre imprese non possono essere vittime delle follie ideologiche del Green Deal. La transizione ecologica ha senso solo se è compatibile con lo sviluppo economico e sociale del distretto ceramico e di tutta l’industria Emiliana. Non possiamo continuare a penalizzare le nostre aziende mentre i concorrenti indiani e cinesi producono con regole molto meno stringenti. È tempo di bloccare e rivedere l’ETS, la tassa ambientale per produrre, facendo in modo che non venga intaccata un’eccellenza come la ceramica, che crea lavoro e ricchezza per l’Italia e per l’Europa.”