Un viaggio nella storia, attraverso i sentieri che un tempo segnavano il confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle Due Sicilie. È stata una giornata all’insegna della storia, della memoria e della riscoperta del territorio quella dedicata ai 180 anni dalla posa dei Cippi di Confine Papalino-Borbonico.
Un cammino che non è stato soltanto un’escursione nella natura, ma un vero e proprio viaggio nel passato. Passo dopo passo, lungo gli antichi sentieri di confine, i partecipanti hanno potuto riscoprire le tracce di una frontiera ottocentesca che per lungo tempo ha rappresentato una vera linea di separazione tra due Stati. I cippi, silenziosi testimoni di un’epoca ormai lontana, raccontano ancora oggi storie di briganti, guardie doganali, viandanti e comunità che vivevano e attraversavano questi territori. Ma quella che un tempo era una linea che divideva, oggi assume un significato completamente diverso. Oggi i cippi non separano più: uniscono.

A rendere ancora più preziosa la giornata sono stati i racconti dei Narratori Storici Tullio Aebischer e Antonio Farinelli, che hanno accompagnato i partecipanti alla scoperta delle vicende e delle curiosità legate a questa antica frontiera. Fondamentale anche il lavoro dei volontari, che con impegno e passione si sono presi cura del sentiero e del punto ristoro, contribuendo concretamente alla riuscita dell’iniziativa. E poi loro, i camminatori: persone di ogni età accomunate dalla voglia di stare insieme, conoscere, ascoltare e attraversare il territorio con uno sguardo nuovo. Perché valorizzare un sentiero significa anche valorizzare la storia che quel sentiero custodisce. La Via dei Cippi di Confine vuole diventare proprio questo: non soltanto un percorso da percorrere, ma un patrimonio da conoscere, proteggere e tramandare. Un itinerario capace di mettere insieme storia, natura, cultura e turismo lento, trasformando un’antica frontiera in un ponte tra passato e presente. Centottanta anni dopo la posa di quei cippi, il loro significato è dunque cambiato. I confini sono rimasti nella storia. L’evento si è svolto con il patrocinio e la collaborazione del Parco dei Monti Ausoni che ha messo a disposizione la cassetta con la medaglia di confine.