Ci sono giornate che segnano uno spartiacque nel percorso formativo di una scuola, momenti in cui le pareti delle aule si abbattono per lasciare spazio alla vita vera, quella fatta di coraggio, scelte difficili e speranza. È quanto accaduto oggi, lunedì 27 aprile 2026, a Sezze, dove l’ISISS “Pacifici e De Magistris” ha organizzato un incontro di altissimo profilo civile presso l’Auditorium San Michele Arcangelo. Protagonista del dialogo è stato Don Luigi Merola, il sacerdote che ha fatto della lotta alla criminalità organizzata la sua missione di vita.
L’evento è stato fortemente voluto dalla Dirigente Scolastica Prof.ssa Rossella Marra e gli studenti che hanno partecipato hanno ascoltato attentamente la testimonianza di chi, da anni, vive sotto scorta per aver detto “no” al sistema dei clan. Don Luigi ha raccontato la genesi della sua Fondazione, “’A voce d’e creature”, nata in una villa confiscata alla camorra, spiegando come il recupero sociale dei minori passi inevitabilmente attraverso l’istruzione: “Ogni ragazzo che abbandona la scuola è una vittoria per la criminalità”, ha ribadito con forza il parroco.
Il dibattito ha toccato i punti nevralgici della convivenza civile: la lotta alla cultura dell’omertà, l’importanza di denunciare i soprusi e, soprattutto, il ruolo della scuola come unico, vero presidio di libertà sul territorio. Don Luigi non ha usato giri di parole, parlando ai ragazzi di Sezze della necessità di scegliere modelli che non siano quelli effimeri e violenti proposti da certa narrazione televisiva, ma quelli solidi del lavoro e del rispetto delle regole.
Un momento molto intenso della mattinata, che ha rotto gli schemi della conferenza tradizionale, si è consumato al termine dell’incontro. In una riflessione accorata rivolta alla platea e allo stesso Don Luigi, è emersa una prospettiva profondamente umana e ispiratrice: “Ascoltandoti oggi, Don Luigi, mi sono sentita di nuovo una studentessa liceale seduta tra questi banchi”, è stato dichiarato durante l’intervento conclusivo. “Ho sentito vibrare dentro di me quella stessa urgenza di cambiare il mondo che si prova a diciott’anni, quella scintilla che la vita adulta a volte rischia di soffocare. Testimonianze come questa sono fondamentali perché ci ricordano che non ci dobbiamo sentire mai “arrivati”, ma dobbiamo essere sempre pronti a fare di più. Mi sento invogliata a fare di più, a lottare con ancora più energia perché il nostro compito primario è offrire ai nostri ragazzi modelli educativi sani.”
Le parole conclusive hanno scatenato un lungo applauso, sigillando un patto educativo tra l’istituto e i suoi studenti. La mattinata è proseguita con un vivace “botta e risposta” tra Don Luigi e i giovani del “Pacifici e De Magistris”, che hanno interrogato il sacerdote sulla paura, sulla solitudine di certe scelte e sulla possibilità reale di cambiare un sistema corrotto. L’incontro di oggi dimostra che l’ISISS “Pacifici e De Magistris” non è solo un luogo di trasmissione del sapere, ma una comunità vibrante che avverte il dovere morale di formare cittadini integri. La giornata si chiude con una certezza: la lotta alla dispersione scolastica e alla criminalità si vince restando uniti e mantenendo viva quella “urgenza studentesca” di trasformare la realtà in un posto migliore.