Hanno manifestato questa mattina gli studenti dell’istituto Pacinotti. Un lungo corteo per esprireme solidarieta dopo i tre giorni di sospensione della dirigente scolastica e di due insegnanti. Diversi gli scriscioni: “Siamo persone non notizie, accusare non è dimostrare”, “Pacinotti uguale famiglia e verità vera per Paolo”. Gli alunni dell’istituto non accettanto di essere messi tutti sott’accusa. Durante il corteo hanno espresso rispetto per la famiglia per la perdita di Paolo, ma hanno difeso la propria scuola criticando le decisioni del Ministero dell’Istruzione.
Alla manifestazione ha partecipato anche il sindaco di Fondi Beniamino Maschietto: “Conosco bene l’istituto e i suoi valori, che sono quelli del rispetto e della valorizzazione delle diversità. Le responsabilità vanno accertate e non ci sede far coinvolgere dall’onda emotiva di quanto accaduto”. Le indagini della procura dei minori e di quella di Cassino per istigazione al suicidio sono ancora in corso.
L’intervento degli studenti
” Oggi siamo qui con il cuore pesante, scossi da quello che è successo e profondamente colpiti da una tragedia che ha segnato tutti noi. Nessuna parola potrà mai essere sufficiente per colmare un vuoto così grande, e il nostro pensiero va prima di tutto alla vittima e alla sua famiglia. Ma siamo qui anche per difendere la nostra scuola. Siamo qui per difendere la nostra preside e le due docenti della sede di Santi Cosma e Damiano, tutte e tre raggiunte da un ingiusto provvedimento di sospensione. Noi studenti del Pacinotti vogliamo dire con chiarezza che siamo in disaccordo con le sanzioni che sono state prese nei confronti della preside. Per noi non è mai stata una figura distante o assente. Al contrario: è sempre stata disponibile, attenta, pronta ad aiutarci, pronta ad ascoltarci, pronta a mettersi dalla parte degli studenti.
È anche grazie a lei se il Pacinotti è tornato in alto, se questa scuola ha ritrovato dignità, valore, e soprattutto un senso di comunità. Questa scuola non è solo un edificio: è una famiglia. Una famiglia in cui ci siamo sempre aiutati tutti, tra studenti, con i professori, con tutto il personale scolastico, e soprattutto con la preside.
Quello che è successo, e il modo in cui è stato trasformato in un caso mediatico, ha avuto un impatto enorme anche su di noi ragazzi. Non solo per il dolore, ma anche per la paura. Paura di parlare, paura di esprimerci, paura di essere giudicati o attaccati. La nostra scuola ha ricevuto minacce, sia sui social che telefonicamente. Questo ha creato un clima pesante, difficile, che ha colpito la nostra serenità. Eppure, nonostante tutto, questa scuola ha cercato di restare unita.
Per questo ci fa male vedere che invece di proteggere chi ha sempre cercato di proteggere noi, si sia scelta la strada della punizione. Ci fa male, perché noi sappiamo che la preside ha sempre fatto tutto ciò che era in suo potere per il bene degli studenti e della scuola. Difenderla non significa mancare di rispetto alla vittima, né ridimensionare la gravità di questa tragedia. Significa essere onesti. Significa riconoscere che una persona non può essere ridotta a un titolo di giornale o a una semplificazione.
Noi studenti del Pacinotti non accettiamo che venga distrutta l’immagine di una persona che ha dato tanto a questa scuola. Vogliamo una scuola che resti una famiglia, non un luogo di paura, di silenzio e di accuse. Chiediamo rispetto. Per il dolore. Per la verità. E per chi, ogni giorno, ha cercato di costruire qualcosa di buono per tutti noi. Perché il Pacinotti siamo noi. Speriamo che la giustizia faccia il suo corso e possa lavorare senza condizionamenti e senza il rumore mediatico di questi mesi. Ci auguriamo rispetto per Paolo, affinché la sua morte non venga strumentalizzata per generare odio e divisioni. Ci piacerebbe vedere, nelle istituzioni e nel mondo adulto, un esempio da imitare. Ma finora ciò che abbiamo visto è spaventoso: chi urla di più sembra avere ragione, chi offende, chi getta fango.
Questo è un mondo che non ci piace. Ma sappiamo che un’alternativa esiste. Ce lo racconta ogni giorno la nostra scuola. E noi vogliamo crederci. Noi siamo dalla parte della giustizia, della correttezza, del dialogo, del confronto aperto, dell’ascolto e del rispetto. Siamo dalla parte di Paolo Mendico. E vogliamo giustizia per lui … rispetto per noi.