Sanità

Protestano i dottori di medicina generale, pronto lo stato di agitazione

La soluzione tarda ad arrivare. Deve essere formalizzato l' accordo integrativo regionale

Protestano i dottori di medicina generale, pronto lo stato di agitazione

Negli ultimi mesi si sta consumando uno scontro senza precedenti tra Regione Lazio e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale (mmg). Ad aprile 2024 era stato siglato l’ACN (Accordo Collettivo Nazionale) che indicava la normativa nazionale in termini di organizzazione dell’assistenza e contrattuali dei MMG. Gli Accordi Integrativi Regionali molte Regioni italiane lo hanno formalizzato e reso operativo, nel Lazio ancora no. L’attuazione dell’AIR significa ammodernare ed organizzare l’assistenza sul territorio anche con l’utilizzo dei fondi PNRR. I primi incontri con le organizzazioni sindacali si sono svolti solamente pochi mesi fa. La Regione, che ha prodotto una bozza, propone un impianto tutto orientato a popolare le Case di Comunità che ha lei stessa individuate. Le organizzazioni sindacali hanno da sempre dichiarato che non sono contrarie affinché i medici siano parte integrante di queste Case di Comunità. Quest’ultime dovrebbero essere valorizzate con servizi che prevedono la gestione delle patologie croniche, quindi percorsi per prevenzione diagnosi e terapia anche con la diagnostica di base detta di 1° livello svolta dei MMG. Questo anche al fine di ridurre sensibilmente le liste di attesa delle prestazioni specialistiche che andrebbero ricondotte agli approfondimenti che richiedono competenze specialistiche di livello più avanzato. Le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale sono ad un passo dal dichiarare lo stato di agitazione e ad abbandonare il tavolo delle trattative, ma confida allo stesso tempo ad un atteggiamento maggiormente aperto della Regione.