Un percorso di formazione per affrontare in modo concreto e multidisciplinare il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili e la violenza di genere nei percorsi migratori. È l’iniziativa promossa dalla Asl di Latina nell’ambito del progetto FARI 4 Lazio, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione dell’Unione Europea.
L’obiettivo
L’obiettivo è costruire una rete integrata tra sanità, servizi sociali, scuola, accoglienza e mediazione culturale, capace di offrire assistenza, prevenzione e tutela alle donne e alle minori più vulnerabili. Un progetto che punta anche a sostenere gli operatori del territorio, spesso chiamati a gestire situazioni delicate e complesse senza strumenti adeguati.
Le mutilazioni genitali femminili, diffuse soprattutto in alcune aree dell’Africa subsahariana e della penisola araba, continuano infatti a rappresentare una grave violazione dei diritti umani. In Europa si stima che siano circa 600 mila le donne e le ragazze che convivono con le conseguenze permanenti di queste pratiche, non solo sul piano fisico ma anche psicologico e sociale.
Il programma
Il programma formativo coinvolgerà personale sanitario, operatori sociali, educatori e professionisti dell’accoglienza. Le attività prenderanno il via nel mese di giugno con lezioni teoriche, per poi proseguire fino a novembre con un lavoro sul campo dedicato alla costruzione di percorsi condivisi di presa in carico, diagnosi, cura e continuità assistenziale.
Alla guida scientifica del progetto la dottoressa Assunta Lombardi e il dottor Arcangelo Maietta. Con questa iniziativa, la Asl di Latina conferma il proprio impegno nella promozione di una sanità inclusiva e nella difesa dei diritti fondamentali delle persone più fragili.