Diossine nell’aria dopo l’incendio alla Remat Italia. È il primo dato emerso dal monitoraggio di Arpa Lazio sulla qualità dell’aria a San Giorgio a Liri.
Le analisi effettuate dall’Agenzia regionale hanno rilevato una concentrazione di diossine pari a 0,75 picogrammi per metro cubo nel campione raccolto nelle ore successive al rogo. Un valore superiore rispetto a quello normalmente riscontrato nelle aree urbane e che, secondo Arpa Lazio, è compatibile con la presenza di una fonte emissiva localizzata, riconducibile all’incendio che ha coinvolto lo stabilimento.
La preoccupazione
Un risultato che riaccende l’attenzione sulla situazione ambientale nella Valle del Liri, dove a distanza di giorni dal rogo restano il forte odore acre nell’aria e la preoccupazione dei residenti.
Oltre alle diossine, i tecnici hanno rilevato anche la presenza di PCB, i policlorobifenili, con una concentrazione di 108 picogrammi per metro cubo. Per queste sostanze non esistono, al momento, limiti normativi specifici riferiti alla qualità dell’aria ambiente.
I controlli però proseguiranno. Arpa Lazio effettuerà nuovi monitoraggi per verificare l’evoluzione dei valori e capire se la concentrazione degli inquinanti tenderà a ridursi con il passare dei giorni. Gli esiti saranno trasmessi alle autorità sanitarie e successivamente pubblicati.
Intanto il Comune lunedì ha incontrato i cittadini, un incontro promosso dal commissario prefettizio Agnese Scala, per fornire aggiornamenti e raccogliere le preoccupazioni della popolazione.
Resta aperta anche l’indagine della Procura di Cassino, impegnata a ricostruire le cause dell’incendio e a valutare eventuali responsabilità. I risultati dei monitoraggi ambientali potranno rappresentare un elemento importante nell’inchiesta.