il caso

Bambino aggredito: i genitori lanciano un secondo drammatico appello al Ministro Carlo Nordio

Contro i ritardi della giustizia e l'assenza di tutele

Bambino aggredito: i genitori lanciano un secondo drammatico appello al Ministro Carlo Nordio

Con un durissimo e accorato appello indirizzato al Ministro della Giustizia, On. Carlo Nordio, e per conoscenza alla Presidenza della Repubblica, alla Presidenza del Consiglio e al Garante Nazionale per l’Infanzia, i genitori di un bambino di 10 anni vittima di una grave aggressione avvenuta a Sabaudia nel novembre del 2023 denunciano pubblicamente i paradossi burocratici e i tempi della macchina giudiziaria che stanno prolungando il trauma della giovanissima vittima.

La vicenda ha recentemente registrato un passo avanti con la decisione del Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Latina, Dott. Giuseppe Cario, che ha disposto il rinvio a giudizio per l’uomo accusato dell’aggressione, un vicino di casa. I fatti, così come formalmente contestati dalla Procura della Repubblica di Latina, delineano un quadro di inaudita violenza: il minore sarebbe stato aggredito improvvisamente e sbattuto con violenza contro una porta blindata per futili motivi legati a dissidi di vicinato, riportando traumi facciali gravissimi con una prognosi clinica superiore ai 40 giorni. L’episodio si è consumato nelle pertinenze dell’abitazione della famiglia, sotto gli occhi della madre del bambino, affetta da una forma progressiva e invalidante di sclerosi multipla e sottoposta a tiroidectomia totale, e per questo nell’assoluta impossibilità fisica di intervenire a difesa del figlio.

I genitori del minore evidenziano nell’appello una tempistica processuale definita incompatibile con la tutela psicofisica dell’infanzia. La Procura di Latina aveva infatti richiesto il rinvio a giudizio dell’imputato già nell’ottobre del 2024. Tuttavia, a causa di un paradosso burocratico legato a un vizio di notifica alla difesa che ha fatto slittare l’udienza del 7 settembre 2026 al 2 ottobre 2026, l’inizio del processo dibattimentale è stato fissato per il 10 luglio 2027: a quasi quattro anni di distanza dai fatti.

La famiglia e i legali che la sostengono contestano con forza, inoltre, la mancata applicazione delle tutele urgenti ex art. 282-ter c.p.p. (misure di divieto di avvicinamento e di comunicazione) formalmente richieste sin dal momento della denuncia-querela. Tale omissione costringe tuttora la piccola vittima a subire una forzata contiguità abitativa con l’imputato nello spazio del vissuto quotidiano, alimentando uno stato di costante timore e isolamento monitorato dalle strutture di tutela della salute mentale dell’età evolutiva.

Richiamando i principi fondamentali della Costituzione Italiana (Artt. 2, 3, 31, 32) e l’Articolo 3 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, l’appello chiede al Ministero della Giustizia un segnale concreto per l’effettiva attivazione di corsie preferenziali nei procedimenti che coinvolgono minori, affinché le lungaggini della macchina giudiziaria non si traducano in una forma di logorante e inaccettabile vittimizzazione secondaria.