Valorizzare il ruolo dei medici di medicina generale, sostenere la riorganizzazione della medicina territoriale e accompagnare l’avvio delle Case della Comunità. Sono questi gli obiettivi principali del nuovo accordo integrativo regionale firmato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e da tutte le organizzazioni sindacali di medicina generale. L’accordo entrerà in vigore il 1° ottobre 2026 ed era “atteso da oltre venti anni”, ha ricordato Rocca, visto che il precedente era stato firmato nel 2005. Il nuovo accordo accompagna l’attuazione della riforma della sanità territoriale prevista dal decreto ministeriale numero 77.
La Regione Lazio ha investito “circa 50 milioni di euro”, ha detto Rocca. L’accordo migliora le condizioni di lavoro dei medici di medicina generale e rende più omogenee le tutele, prevedendo la parità di trattamento economico tra i medici già in servizio e i nuovi incaricati. Previste inoltre maggiori tutele personali, come nei casi di maternità, gravidanza, disabilità, e sarà garantita la valorizzazione economica del ruolo del medico di Medicina generale. Ci sarà poi una maggiore integrazione tra le case della comunità e gli altri servizi territoriali. Altro punto centrale riguarda le Aft (Aggregazioni Funzionali Territoriali) che diventano operative e rappresentano “una nuova modalità organizzativa attraverso cui i medici di medicina generale lavorano in rete sullo stesso territorio. Le Aft daranno una copertura diurna dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20 e opereranno in via preferenziale nelle Case della comunità.