«A oltre un anno dall’annuncio della sua istituzione, la Fondazione Latina 2032 è ancora priva di un progetto definito, di una sede e di una struttura operativa: di fatto, siamo ancora al punto di partenza». Con queste parole la consigliera comunale del Gruppo Misto Daniela Fiore interviene sulla nomina di Vincenzo Zaccheo alla presidenza della Fondazione Latina 2032.
«In questo contesto – prosegue – la scelta dell’ex sindaco di Latina appare più come una soluzione di ripiego che come una decisione strategica inserita in una visione di lungo periodo. Se fosse stata davvero tale, sarebbe stata assunta fin dall’inizio».
La consigliera ricorda come, nei mesi scorsi, «si sia tentato di coinvolgere personalità di rilievo nazionale, senza esito, probabilmente anche a causa della natura gratuita dell’incarico. Un percorso – sottolinea – che ha finito per ridimensionare l’ambizione originaria della Fondazione, presentata come un progetto bipartisan e di respiro nazionale. La scelta attuale – continua – rischia di confinare l’iniziativa in una dimensione esclusivamente locale e poco incisiva, facendo sorgere il dubbio che per semplici celebrazioni non fosse necessario attivare una struttura complessa come una fondazione».
Dal punto di vista politico, per Fiore la nomina non è neutra. «Zaccheo è stato negli anni un interlocutore critico dell’attuale amministrazione e la sua presenza rischia di accentuare le contraddizioni già evidenti della maggioranza, mettendo in luce la fragilità del ruolo della Sindaca. Questa scelta – aggiunge la consigliera del Gruppo Misto – dimostra anche come, a quindici anni di distanza, il centrodestra non riesca ancora ad andare oltre Zaccheo: pur tentando di presentarsi come qualcosa di nuovo e innovativo, resta ancorato a figure e schemi del passato, evidenziando l’incapacità di esprimere una classe dirigente nuova, credibile e realmente proiettata al futuro».
In questo quadro, per la consigliera assumeranno un peso decisivo le prossime scelte. «La nomina di un direttore autorevole e di un comitato scientifico di alto profilo – conclude – potrà rafforzare l’azione della Fondazione, restituendole una visione, una credibilità e un orizzonte culturale all’altezza delle sfide che il centenario di Latina impone. Rivolgo in ogni caso gli auguri di buon lavoro al nuovo presidente, auspicando che i fatti possano smentire le perplessità che oggi, legittimamente, vengono espresse».