Sicurezza ignorata e manodopera fantasma: è questo il quadro di grave irregolarità emerso durante un controllo congiunto dei Carabinieri all’interno di un cantiere privato a Pignataro Interamna. L’operazione, condotta dai militari della Stazione di San Giorgio a Liri insieme agli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) e al personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro (I.T.L.) di Frosinone, ha portato alla denuncia a piede libero di due imprenditori alla Procura della Repubblica di Cassino e alla sospensione immediata di un’attività.

Entrando nel cantiere, le forze dell’ordine hanno subito riscontrato una prima, evidente anomalia: l’area dei lavori non era stata delimitata. Un imprenditore edile di 47 anni, originario di Cassino, aveva infatti omesso di installare l’obbligatoria recinzione, permettendo di fatto l’accesso a chiunque e mettendo a rischio l’incolumità pubblica. Concetto di sicurezza del tutto ignorato poi dalla seconda ditta che operava sul posto: l’amministratore non aveva designato il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, non aveva nominato il medico competente e non si era preoccupato né di sottoporre i dipendenti alla visita medica preventiva, né di fornire loro l’adeguata formazione sui rischi.
Non solo: i due unici operai trovati a lavorare per lui sul cantiere erano impiegati completamente “in nero”. Di fronte a una forza lavoro irregolare pari al 100% dei presenti, i Carabinieri del N.I.L. non hanno potuto far altro che far scattare il provvedimento di sospensione immediata dell’attività imprenditoriale. Tra carenze strutturali e impiego di manodopera in nero, sono state elevate sanzioni amministrative per 6.400 euro, a cui si aggiungono ammende per svariate migliaia di euro legate alle numerose violazioni del Testo Unico sulla Sicurezza.