in arrivo la richiesta del Gip

Sorelline sequestrate, i legali degli indagati chiedono l’incidente probatorio

Le bambine erano state affidate ai servizi sociali dopo che il Tribunale di Cassino, a fine maggio, aveva revocato la responsabilità genitoriale alla madre e riabilitato il padre

Sorelline sequestrate, i legali degli indagati chiedono l’incidente probatorio

Gli avvocati dei quattro familiari indagati per il sequestro delle due sorelline prelevate dalla casa famiglia di Civitella Alfedena chiederanno al gip del Tribunale di Sulmona un incidente probatorio per ascoltare le bambine. L’obiettivo della difesa – che ipotizza possa trattarsi di un’iniziativa imminente anche da parte della Procura – è cristallizzare in anticipo le dichiarazioni delle minori, definite “vulnerabili”.

I legali valutano inoltre il ricorso al Riesame per riqualificare l’accusa da sequestro di persona aggravato in concorso a sottrazione di minore, un reato giuridicamente meno grave.

Al centro della vicenda, che ha portato all’obbligo di firma e dimora per la madre Valentina D’Acunto, il nonno Marco e il compagno Vincenzo Esposito, c’è la zia ottantenne Maria Sofia Russo di Formia (assistita dall’avvocata Sarah Grieco). La donna ha ospitato le piccole per due settimane senza mai farle uscire fino all’intervento dei carabinieri, dichiarando di aver fatto solo “un favore” alla madre perché le bimbe volevano stare con lei.

All’origine del piano ci sarebbe un forte conflitto familiare: le bambine erano state affidate ai servizi sociali dopo che il Tribunale di Cassino, a fine maggio, aveva revocato la responsabilità genitoriale alla madre (accusata di condotte manipolatorie e di ostacolare il legame paterno) e riabilitato il padre, Stefano Di Giacinto. I parenti materni erano già stati giudicati inidonei all’affidamento dai giudici proprio perché ritenuti coinvolti nei comportamenti della donna.