In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, Raffaella Romagnoli, presidente dell’Ordine, ha espresso la sua posizione per un cambiamento rispetto al vertice di categoria e ha formulato proposte basate sulle esigenze degli iscritti. Proposte contenute in una lettera in risposta e in adesione alla iniziativa dei colleghi Mario Civetta (candidato presidente del Consiglio Nazionale) e Luca Asvisio (Presidente dell’Odine di Torino).
Il presidente
“Come Presidente in carica dell’Odcec di Latina, ed in perfetta sintonia con il gruppo neoeletto presso il mio Ordine, plaudo alla Vostra missiva che si inserisce all’interno di una iniziativa che, senza tentennamenti, dichiaro pubblicamente essere la nostra. La competizione, tra due diversissimi modi di intendere la professione e i rapporti tra CN e Ordini, è appena iniziata. La partita è apertissima, e i comunicati plebiscitari, in questo contesto molto variegato, appaiono solo suggestivi, rispetto ad una realtà di numeri in equilibrio ed in continua evoluzione. Da quando abbiamo avviato questo progetto di “ALTERNATIVA PER IL CN”, a cui orgogliosamente aderisco, in tanti e senza protagonismi, né velleità di dominio, con proprie libere idee e spirito di servizio,- abbiamo dato impulso ad un percorso, condiviso, franco, paritario e costruttivo, volto a ridisegnare la nostra professione, ben lungi da soffocanti particolarismi e verticismi. Oggi diamo vita ad un Comitato, che sta costruendo l’alternativa, aperto a chiunque voglia aderirvi per dare il suo contributo e avere il suo spazio”.
Il programma
Le quattro aree di intervento che abbiamo individuato, ricomprendono anche, in materia di:
1. Dignità costituzionale e prerogative:
Completa rivisitazione della riforma della professione, da orientare verso riserve/prerogative e alla difesa delle nostre competenze rispetto agli altri operatori di mercato, con un testo, da licenziare previa assemblea costituente con pubblica votazione articolo per articolo.
2. Il CNDCEC come “Fabbrica di Servizi”:
Ferma la contrarietà ai cd “sotto albi”, fornire gratis agli Ordini la formazione annuale abilitante. Riduzione della quota (aumentata da questo CN).
3. Risposta alla crisi delle vocazioni
Valorizzare, recuperandolo, il ruolo centrale degli Ordini, e la loro autonomia, quali presidi essenziali per gli iscritti locali.
Incontri periodici tra CN e rappresentanze degli ODCEC per un ascolto attivo e egualitario, volto a recepire i concreti bisogni, anche per la tutela del genere, di iscritti ed Ordini, per un rapporto diretto, trasparente, paritario e avulso da verticismi.
Assemblee Nazionali aperte a Presidenti, Consiglieri, sindacati e stampa, per favorire rapporti interpersonali e così creare una rete di conoscenze interattive e incentivare il dialogo di categoria.
4. Moralità e rigore nella Gestione
Iniziative utili orientate a generare da subito prospettive di lavoro per tutti superando logiche di nicchia, come quelle dell’elenco per il Tax Control Framework. Riduzione dei compensi per Presidente e Consiglieri Nazionali e risparmi sulle spese di struttura con approvazione dei bilanci da parte dell’Assemblea dei Presidenti. Ripristino della massima trasparenza nella consultabilità degli atti del CN da parte degli Ordini.
Ecco il mio contributo al programma, già ricco delle idee dei molti che vi aderiscono, e soprattutto aperto alle implementazioni di chi vorrà dare il proprio apporto, in un clima avulso da logiche suprematiste.
Il nostro non è un progetto di mandato, ma di periodo. Il rilancio della professione necessita infatti di un “patto con iscritti e Ordini” da sviluppare in un ampio orizzonte temporale che vada oltre logiche elettorali di momento. Solo un gruppo coeso, attento alle esigenze delle iscritte e degli iscritti, accogliente, aperto al contributo di ciascuno in un libero confronto, che pensi e agisca come gruppo, può garantire una casa comune ad immagine di tutti”.