I NUMERI

Malattie professionali: Garullo (Uil Latina): “Lieve flessione di casi ma resta l’emergenza silenziosa”

974 casi nei primi undici mesi del 2025

Malattie professionali: Garullo (Uil Latina): “Lieve flessione di casi ma resta l’emergenza silenziosa”

Con 974 casi nei primi undici mesi del 2025, nel territorio pontino si è registrata una lieve flessione di malattie professionali accertate. Erano state infatti 1001 quelle rilevate nello stesso periodo del 2024. I numeri che la Uil di Latina ha elaborato su fonte Inail fanno comunque emergere una emergenza silenziosa che non può essere ignorata.

“Nel confronto tra gli anni registriamo ventisette casi in meno – spiega Luigi Garullo, Segretario generale della Uil di Latina – Ma sul numero definitivo dobbiamo ancora attendere il conteggio dell’ultimo mese dell’anno. E soprattutto non dobbiamo dimenticare che il percorso per il riconoscimento di una patologia legata allo svolgimento prolungato dell’attività lavorativa è tutt’altro che breve”. Considerazioni, queste, che spingono il sindacato a ritenere che il fenomeno sia nel complesso sottostimato. “Intanto – prosegue il sindacalista – migliaia di persone continuano ad ammalarsi, in molti casi anche dopo anni di lavoro, a causa di condizioni inadeguate nello svolgimento degli incarichi quotidiane”.

Nel 2024 i casi riconosciuti dall’Inail a lavoratrici e lavoratori pontini hanno superato le mille unità (1066). Da gennaio a novembre 2025 in tutto il Lazio l’Istituto ha riconosciuto 5372 malattie di origine professionale, più di 3602 relative al sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo. Industria, servizi e agricoltura i settori più colpiti. Al di là delle oscillazioni in negativo o in positivo, la provincia di Latina si posiziona terza per malattie professionali. In cima alla classifica c’è Roma (2300 casi), segue Frosinone (1058).

“Il nostro territorio fa registrare da solo oltre il 42 per cento delle malattie – conclude Garullo – Tutto questo accade perché stiamo scontando gravi carenze nei controlli, stiamo scontando una prevenzione inadeguata e a volte inesistente. E’ inaccettabile però che ancora oggi, nel terzo millennio, ci si ammali di lavoro. Per questo chiediamo più prevenzione nei luoghi di lavoro, più ispezioni. Serve una netta e decisa inversione di tendenza perché le malattie professionali non sono frutto di fatalità, ma il risultato di scelte organizzative del lavoro che vanno corrette. Come va corretto il sistema di riconoscimento delle malattie professionali che non sempre garantisce tutele tempestive e adeguate. Per tutto questo continueremo a batterci affinché salute e sicurezza siano al centro delle politiche del lavoro”.