le motivazioni

Satnam Singh, la condanna di Antonello Lovato. I giudici: “Il bracciante trattato come un oggetto da scaricare”

Pubblicate le motivazioni della sentenza di condanna a carico di Antonello Lovato

Satnam Singh, la condanna di Antonello Lovato. I giudici: “Il bracciante trattato come un oggetto da scaricare”

Lucido nel perseguire il proprio interesse, salvare sé stesso e la propria azienda, ha trattato Satnam Singh come un oggetto da scaricare e non qualcuno di cui prendersi cura, al punto di scappare senza nemmeno sincerarsi dell’arrivo dei soccorsi. Così viene descritto Antonello Lovato nelle motivazioni della sentenza di condanna a 16 anni in primo grado per l’omicidio volontario con dolo eventuale del 31enne bracciante indiano. La sentenza è stata pronunciata lo scorso 8 luglio, con l’applicazione dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e una provvisionale per 120 mila euro alla compagna Soni. In 46 pagine, la sentenza ripercorre anche il decorso clinico di Satnam. “Ove Lovato Antonello avesse tenuto la condotta doverosa richiesta, ossia accompagnare il suo lavoratore presso un presidio sanitario, ovvero avesse immediatamente richiesto l’intervento di un’ambulanza presso la sua azienda agricola, Satnam Singh non sarebbe morto o comunque l’evento si sarebbe verificato in epoca successiva o con minore intensità, viene sottolineato. Il motivo che ha spinto a delinquere Lovato, per la Corte d’Assise è stato quello di “proteggere la sua azienda, sperando che la situazione di irregolarità non emergesse”.