“Possiamo e dobbiamo costruire un nuovo Mediterraneo produttivo e sostenibile. Sono almeno quattro i grandi cantieri sui quali possiamo lavorare: la nave del futuro, il porto del futuro, la conoscenza e il presidio del mare e l’adattamento industriale del Mediterraneo”. – È questo il messaggio lanciato da Giovanni Acampora, presidente della Camera di Commercio Frosinone Latina, di Assonautica Italiana e di Si.Camera, durante la seconda giornata della quarta edizione del Forum “Risorsa Mare”, in corso a La Spezia e promosso da The European House Ambrosetti e dal Ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare.
Nel panel “Industrie del Mare: competere nello scenario globale”, dedicato al ruolo strategico del sistema marittimo nella politica industriale italiana e alle trasformazioni geopolitiche, ambientali e tecnologiche che stanno interessando il settore, Acampora ha richiamato la necessità di passare dalla gestione del cambiamento alla capacità di produrre le soluzioni per governarlo.
“L’Economia del Mare vale in Italia 225 miliardi di euro, dà lavoro a oltre un milione di occupati e coinvolge oltre 253 mila imprese. Non è semplicemente la somma di singole filiere, ma un sistema economico integrato, ormai entrato stabilmente tra le priorità strategiche del nostro Paese”. Un percorso al quale il sistema camerale ha contribuito negli ultimi quindici anni, costruendo una base conoscitiva stabile e accompagnando il riconoscimento del mare come componente strategica dell’economia nazionale: “Parlare di mare significa parlare di politica industriale, competitività, sicurezza economica, innovazione, infrastrutture, energia, logistica e sviluppo dei territori. Oggi questa consapevolezza è patrimonio comune”. – Ha aggiunto Acampora.
Da qui la necessità di guardare alle grandi trasformazioni ambientali, tecnologiche e geopolitiche non soltanto come rischi, ma anche come una domanda crescente di innovazione e nuove opportunità industriali. Acampora ha richiamato in particolare il riscaldamento del Mediterraneo e il ruolo sempre più rilevante delle tecnologie per osservare, monitorare e conoscere il mare, integrando spazio, superficie e dimensione subacquea: “Shipping, portualità, cantieristica, nautica, pesca, turismo, energia, ambiente, ricerca e servizi sono parti di uno stesso sistema, che oggi abbiamo ampliato all’Underwater e all’interconnessione spazio- mare”.
In questa direzione si inseriscono il primo Rapporto Nazionale sulla Dimensione Subacquea Italiana, presentato lo scorso luglio e dedicato all’ecosistema produttivo e tecnologico underwater italiano, e il Primo Rapporto Nazionale Space&Blue, che sarà presentato a novembre. La sfida, ha sottolineato Acampora, riguarda anche la capacità di coniugare competitività e transizione ambientale, a partire dalla decarbonizzazione del trasporto marittimo: “Il cambiamento climatico,
l’innalzamento del livello del mare, gli eventi estremi e la necessità di ridurre le emissioni sono rischi da gestire e generano anche una grande domanda di innovazione. Una domanda che dobbiamo tradurre in concrete opportunità di sviluppo per il nostro Paese, partendo dai nostri punti di forza, in primis dal nostro
patrimonio industriale”. Un processo nel quale, secondo il presidente, il mondo produttivo deve essere maggiormente coinvolto nelle scelte sulla transizione: “L’industria sta sostenendo uno sforzo straordinario per la decarbonizzazione, ma da sola non può farcela. L’Europa deve fare la sua parte, senza irrigidimenti
ideologici, individuando soluzioni concrete e realizzabili”.
I quattro cantieri indicati da Acampora definiscono quindi una possibile agenda industriale per il sistema-Mare: la nave del futuro, con efficienza energetica, nuovi sistemi di propulsione, pluralità dei carburanti, materiali avanzati e digitalizzazione; il porto del futuro, attraverso energia, elettrificazione, automazione, intermodalità, sicurezza e resilienza climatica; la conoscenza e il presidio del mare, con l’integrazione tra spazio, mare e underwater, satelliti, sensoristica, robotica, sistemi autonomi subacquei, intelligenza artificiale, digital twin e monitoraggio di coste, fondali, ecosistemi e infrastrutture strategiche; infine, l’adattamento industriale del Mediterraneo, attraverso ingegneria costiera, protezione dei porti, tecnologie ambientali, gestione dell’acqua e infrastrutture resilienti.
“Quattro cantieri sui quali possiamo mettere insieme imprese, porti, università, ricerca, finanza e istituzioni. Il mare è tornato al centro dei grandi equilibri economici e geopolitici mondiali e il Mediterraneo può tornare al centro anche di una nuova stagione industriale. Non dobbiamo limitarci ad adattarci al cambiamento. Dobbiamo produrre le soluzioni per governarlo”.
Sottoscritto il Manifesto Marittimo della Spezia
La visione emersa dal confronto ha trovato nella mattinata un ulteriore momento concreto con la sottoscrizione del “Manifesto Marittimo della Spezia”, firmato proprio nel corso della quarta edizione di “Risorsa Mare”, alla presenza del Ministro Nello Musumeci. Il documento individua quattro grandi sfide globali per il sistema-Mare: la geopolitica e la sicurezza delle rotte, le nuove strategie industriali, la transizione energetica, la digitalizzazione e l’automazione. A queste si affiancano tre obiettivi condivisi al 2035: leadership marittima, sicurezza del sistema-Mare e crescita sostenibile.
Il Manifesto richiama il valore strategico dell’Economia del Mare e la necessità di rafforzare il ruolo dell’Italia e dell’Europa nell’economia e nelle tecnologie marittime, garantire la continuità delle rotte commerciali e la protezione delle infrastrutture strategiche, anche nella dimensione cyber, e accompagnare la transizione energetica e digitale attraverso innovazione, investimenti e competenze. Per la Camera di Commercio Frosinone Latina e per Assonautica Italiana, rappresentate a La Spezia dal presidente Giovanni Acampora, la firma del documento si inserisce nel percorso di consolidamento di una visione integrata dell’Economia del Mare, capace di mettere in relazione filiere produttive, infrastrutture, ricerca, innovazione e territori.
Alla quarta edizione di “Risorsa Mare” è presente anche l’Azienda Speciale Informare della Camera di Commercio Frosinone Latina, con il presidente Antonello Testa, coordinatore di OsserMare, che ha sottoscritto insieme ad Acampora il Manifesto.