«Questa sentenza, pur non restituendoci Satnam Singh, rende comunque in parte giustizia a lui e alla sua famiglia che sin da subito abbiamo accolto a Cisterna e che oggi era presente nell’aula della Corte di assise. La morte di questo giovanissimo bracciante ha destato grande sconcerto e scosso in particolare la comunità di Cisterna, quella dove viveva insieme alla compagna e ad altri connazionali impiegati come lui in agricoltura.
L’amministrazione comunale ha scelto immediatamente di costituirsi parte civile nel processo penale – e lo ha fatto con l’avvocato Maria Belli che ringrazio per il suo impegno e la sua professionalità – per rimarcare l’importanza del rispetto dei diritti dei lavoratori ma anche i valori dell’accoglienza, dell’inclusione e della solidarietà. Ci auguriamo che la condanna per le responsabilità della sua tragica morte non sia soltanto un atto giudiziario, ma resti impressa nella memoria collettiva e diventi un monito affinché caporalato e sfruttamento dei lavoratori vengano sconfitti, per lasciare spazio al valore della vita umana, al rispetto delle regole e alle tante aziende sane e responsabili che esistono nel nostro territorio». Queste le parole del sindaco di Cisterna Valentino Mantini dopo la lettura della sentenza nel processo per la morte del bracciante Satnam Singh.
“Quella di oggi è una data storica perché, finalmente, è stata fatta giustizia su un caso che ha sconvolto la città di Latina e tutto il Paese. Dopo due anni dalla tragica morte di Satnam Singh, è infatti arrivata la condanna per la terribile tragedia avvenuta nell’azienda in cui lavorava, causata dalla mancanza di soccorso. Contestualmente, è stata accolta la richiesta di risarcimento dal Comune di Latina costituitosi parte civile, da liquidazione in separata sede. Un pronunciamento che restituisce giustizia, in quanto quello che è avvenuto ha lasciato una profonda ferita nel territorio e ha rischiato di danneggiare l’immagine dell’imprenditoria sana che lo caratterizza. Lo sfruttamento dei lavoratori in condizioni di estremo bisogno, come lo era Satnam Singh, è stata una vergogna e, da subito, abbiamo ritenuto che Latina non dovesse essere identificata come città del caporalato. È una sentenza che riafferma con forza un principio fondamentale: la dignità della persona e il rispetto dei diritti dei lavoratori non possono, in nessun caso, essere sacrificati o calpestati. Così in una nota il sindaco di Latina Matilde Celentano, in seguito alla sentenza relativa alla morte di Satnam Singh.
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