La conferenza stampa a Roma

L’omicidio in Viale XXIV Maggio, parla la Procura dei minori: “Delitto efferato che ha destato allarme sociale” L’INTERVISTA

"L’omicidio viene contestato con l’aggravante dei futili motivi“

L’omicidio in Viale XXIV Maggio, parla la Procura dei minori: “Delitto efferato che ha destato allarme sociale” L’INTERVISTA

“È stato un delitto consumato con modalità efferate che ha destato allarme sociale”. Sono le parole della procuratrice della Procura dei minori di Roma Giovanna Lebboroni  che ha incontrato la stampa per fare il punto dopo la condalida dell’arresto del 16enne del clan Di Silvio. L’omicidio viene contestato con l’aggravante dei futili motivi, “collegati a un diverbio del giorno precedente riguardante il mancato pagamento di un servizio e uno schiaffo ricevuto dall’indagato minorenne, che avrebbe reagito esplodendo colpi di pistola in via Pionieri della Bonifica”.

La procura per i Minorenni contesta anche l’aggravante della premeditazione: la predisposizione dei mezzi, i sopralluoghi effettuati nella zona frequentata dalla vittima, l’impiego dell’auto per raggiungere il luogo dell’omicidio e il reperimento dell’arma. Vengono inoltre contestate la detenzione e il porto illegale di una pistola, anche allo scopo di commettere l’omicidio, l’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco nel centro abitato e in strada, la minaccia alla persona offesa mediante colpi d’arma da fuoco e la cessione, il 16 settembre, di una quantità imprecisata di crack a una persona legata da relazione sentimentale alla vittima.

C’è stato uno sforzo incessante sul fronte delle indagini con un’attività svolta dalla procura presso il Tribunale per i minorenni di Roma, dalla procura di Latina e dalla Squadra Mobile per ricostruire la dinamica e raccogliere elementi di prova. Ci troviamo di fronte a un delitto pluriaggravato, premeditato, consumato con arma da sparo, quindi non d’impeto o consumato per discussioni estemporanee ma per quanto ricostruito ad oggi per pregresse vicende delittuose”, ha detto la procuratrice.

Ad individuare il minore si è arrivati dall’analisi delle registrazioni e di fotogrammi estrapolati da cinque diversi sistemi di videosorveglianza installati nella zona che hanno consentito di individuare l’auto utilizzata per commettere il delitto: modello, colore e targa, sulla quale è stata documentata la presenza dell’indagato nei luoghi e nelle fasi immediatamente antecedenti e successive all’omicidio, alle 20,07 circa e, dopo il fatto, alle 20,16 circa, quindi circa tre/quattro minuti dopo il fatto, e nelle immediate vicinanze rispetto al luogo dell’omicidio”.

Per quanto riguarda il movente si è arrivati a ricostruire “pregressi rapporti” tra la vittima e il minore relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, all’1,13 del 16 settembre era arrivata una segnalazione per l’esplosione di due colpi di arma da fuoco sotto i portici dei palazzoni in via Pionieri della Bonifica, e di persone che discutevano animatamente. Le indagini fino ad oggi espletate ci consentono di ricondurre tale esplosione ad un diverbio intercorso tra l’indagato minorenne e la vittima dell’omicidio. L’auto utilizzata per la commissione del delitto è stata ritrovata nel centro abitato di Latina grazie alla collaborazione della società di noleggio da cui soggetti vicini a due degli indagati l’avevano noleggiata e grazie al sistema di localizzazione satellitare” ha concluso la procuratrice

VIDEO (L’intervista alla procuratrice Giovanna Lebboroni)