È stata rinviata al 23 settembre l’udienza del processo per la morte di Federico Salvagni, il 16enne di Latina investito e ucciso a Terracina la notte di Ferragosto. Imputato è Gioacchino Sacco, accusato di omicidio stradale aggravato dalla fuga.
L’udienza prevista oggi avrebbe dovuto ospitare l’esame di due consulenti medici della Procura, chiamati a illustrare gli accertamenti tecnico-scientifici eseguiti durante le indagini, oltre alla testimonianza del fratello della vittima, che quella notte si trovava insieme a Federico e a un loro amico.
Nella precedente udienza erano stati ascoltati gli agenti della Polizia Stradale che hanno condotto le indagini e un poliziotto del Commissariato di Terracina. Quest’ultimo ha riferito che, alcune settimane dopo l’incidente, una donna sentimentalmente legata all’imputato avrebbe dichiarato di essere a conoscenza di particolari riguardanti la notte dell’investimento.
Particolarmente rilevante anche la deposizione di un testimone oculare, che ha raccontato di aver visto un’auto uscire da una curva sbandando, urtare un muro e travolgere i tre ragazzi prima di allontanarsi senza prestare soccorso. Il giovane ha spiegato di aver immediatamente chiamato il 112 e di aver notato che il veicolo presentava gravi danni sulla parte destra.
In aula è stato ascoltato anche un carrozziere di Borgo Hermada, amico dell’imputato, che ha confermato di aver ricevuto due telefonate da Sacco nella notte dell’incidente, una intorno alle 3.50. Secondo quanto emerso nel dibattimento, l’imputato gli avrebbe chiesto di recuperare una targa prova custodita nel parcheggio della sua abitazione, circostanza su cui il pubblico ministero ha concentrato parte dell’esame.
Il processo riprenderà il 23 settembre, quando il Tribunale di Latina proseguirà l’istruttoria con l’audizione dei testimoni e dei consulenti ancora da ascoltare.