Trasformazioni digitali, impatto sul mercato del lavoro, tutela dei diritti e garanzie democratiche nell’era degli algoritmi. Saranno questi i temi al centro dell’incontro “Intelligenza artificiale e democrazia”, in programma lunedì 5 ottobre 2026 alle ore 16:30 presso la Sala Conferenze della Facoltà di Economia del Polo di Latina della Sapienza Università di Roma. L’evento è organizzato in occasione della pubblicazione del nuovo volume firmato da Roberto Cecere.
Il dibattito: tecnologia al servizio della persona
L’iniziativa punta ad analizzare le opportunità e i rischi legati alla capillare diffusione dell’IA nella società contemporanea. Il dibattito verterà in particolare sull’influenza di algoritmi e Big Data nella selezione delle notizie e nell’orientamento dell’opinione pubblica. In un contesto in cui le piattaforme informative possono condizionare l’ambiente percettivo del cittadino, emerge l’esigenza di promuovere la trasparenza, il pluralismo, l’alfabetizzazione digitale e il controllo democratico per evitare che la tecnologia prevarichi l’autonomia di scelta delle persone.
I relatori dell’incontro
Il programma prevede i saluti introduttivi del prorettore del Polo universitario di Latina, prof. Giuseppe Bonifazi, e del presidente della Provincia di Latina, dott. Federico Carnevale.
Il panel dei relatori vedrà gli interventi di:
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Enrico Coppotelli, Segretario Generale USR CISL Lazio;
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Mario De Caro, professore ordinario dell’Università Roma Tre;
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Fabiola Lamberti, avvocata e ricercatrice in Diritto del lavoro presso l’Università Roma Tre;
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Francesco Mercuri, del Dipartimento di Management della Sapienza Università di Roma;
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Roberto Cecere, autore del saggio.
Cecere: «Governare l’innovazione per tutelare la libertà delle scelte»
«L’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità, ma ci obbliga a interrogarci sulla qualità futura delle nostre democrazie», sottolinea l’autore Roberto Cecere. «Non basta garantire al cittadino la libertà di scegliere: dobbiamo garantire anche la libertà di formare autonomamente le proprie convinzioni. Se algoritmi e piattaforme determinano ciò che vediamo e conosciamo, possono incidere sulla volontà popolare. La sfida non è fermare l’innovazione, ma governarla con regole, trasparenza e partecipazione, mantenendo sempre la persona e la sua libertà al centro».