Siamo entrati nell’epoca in cui il caldo record non è più un’eccezione. C’è l’emergenza che ormai non misura più i gradi ma il grado di sopportazione. A dare l’allarme è la Cgil di Roma e Lazio: in un mese sono centinaia le denunce di lavoratori costretti a turni insostenibili sotto il sole, in totale violazione dell’ordinanza regionale.
Ma il termometro che sale fa saltare anche le infrastrutture vitali. A Latina, i continui blackout elettrici hanno colpito persino l’ospedale Santa Maria Goretti, mandando in tilt i condizionatori delle sale operatorie, dove si sono toccati i 28 gradi, e favorendo persino i furti negli spogliatoi al buio. Poco più a nord, ad Aprilia, con temperature vicine ai 50 gradi, interi quartieri restano con i rubinetti a secco di notte per i ritardi cronici nei cantieri di Acqualatina. E poi c’è la Ciociaria, dove l’allarme diossina a San Giorgio a Liri costringe a respirare interrogativi in attesa delle centraline. Il caldo ovviamente non fa altro che peggiorare la situazione, i cittadini sono esasperati.
“Nel corso dell’ultimo mese abbiano ricevuto centinaia di segnalazioni – scrive la CGIL – Un fatto importante che denota attenzione e sensibilità da parte della cittadinanza. Ci aspettiamo che la Regione Lazio e tutti gli enti preposti intensifichino le attività di controllo a tutela di chi lavora”.
Intanto anche oggi sarà bollino rosso a Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti ma la svolta è vicina. Tra domani e mercoledì, arrivano aria fresca e temporali. L’ingresso delle masse d’aria più fresca spazzerà via caldo intenso e afa per qualche giorno.