LE INDAGINI

Caso Tiero, le motivazioni: via i domiciliari ma regge l’accusa di corruzione

Il tribunale del Riesame di Roma ha depositato le 29 pagine di motivazioni sulla scarcerazione del consigliere regionale

Caso Tiero, le motivazioni: via i domiciliari ma regge l’accusa di corruzione

Il tribunale del Riesame di Roma ha depositato le 29 pagine di motivazioni sulla scarcerazione del consigliere regionale Enrico Tiero, avvenuta il 16 maggio scorso. L’impianto accusatorio regge parzialmente: i giudici hanno confermato l’ipotesi di corruzione per due episodi, tra cui una presunta mazzetta da 6mila euro legata a rapporti con la Asl e l’assunzione della figlia presso l’istituto Icot in cambio di un interessamento per posti letto.

Sono state invece derubricate in traffico di influenze illecite le vicende sui rifiuti e sul centro odontoiatrico. Nonostante la gravità dei fatti, i giudici hanno annullato i domiciliari ritenendo non più attuali le esigenze cautelari, poiché gli episodi risalgono a due anni fa. Mentre la difesa contesta l’uso “distorto” della custodia cautelare, Tiero si difende parlando di legittimo “interesse politico per il territorio”.