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Caldo, due vittime in poche ore. Cecere (Cisl): “L’accordo con la Regione non deve restare sulla carta”

"Imprese, istituzioni e organi di vigilanza devono garantirne il pieno rispetto"

Caldo, due vittime in poche ore. Cecere (Cisl): “L’accordo con la Regione non deve restare sulla carta”

Le recenti tragedie che hanno colpito il territorio pontino riportano con forza al centro il tema della sicurezza sul lavoro. Gli ultimi incidenti mortali riguardano un operaio di 54 anni che stava lavorando presso un impianto fotovoltaico a Borgo Santa Maria e un operaio edile di 64 anni che lavorava in un cantiere nel quartiere Q4 di Latina. Fatti che hanno scosso profondamente l’intera comunità provinciale, riaccendendo l’attenzione sulle condizioni in cui migliaia di lavoratrici e lavoratori svolgono quotidianamente la propria attività, spesso esposti a rischi elevati e, durante il periodo estivo, anche agli effetti delle temperature estreme. La provincia di Latina continua a rappresentare uno dei territori nei quali il tema della sicurezza sul lavoro richiede interventi sempre più incisivi e un rafforzamento della cultura della prevenzione.

Il richiamo comune è quello di non limitarsi al cordoglio dopo ogni tragedia, ma di trasformare ogni episodio in un’occasione per migliorare controlli, formazione e organizzazione del lavoro. In questo contesto assume particolare rilevanza l’accordo sottoscritto tra Regione Lazio e le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL, finalizzato a tutelare i lavoratori durante le ondate di calore. Il provvedimento prevede la sospensione delle attività lavorative all’aperto, con esposizione prolungata al sole, nelle fasce orarie più critiche – dalle 12.30 alle 16.00 – nei giorni in cui il sistema Worklimate segnala un livello di rischio “alto”. L’accordo interessa in particolare i settori maggiormente esposti alle elevate temperature, tra cui: edilizia e cantieri, agricoltura e florovivaismo, cave, attività logistiche e movimentazione merci svolte all’aperto, ogni altra attività che comporti lavoro continuativo sotto il sole senza adeguate protezioni. Si tratta di una misura importante che riconosce il caldo estremo come un fattore di rischio professionale e che rappresenta un ulteriore passo avanti nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Tuttavia, il protocollo non può essere considerato sufficiente se non accompagnato da controlli efficaci, investimenti nella prevenzione e una piena applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Ogni nuova vittima rappresenta una sconfitta per l’intero sistema istituzionale, produttivo e sociale e rende ancora più urgente rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, parti sociali e organi di vigilanza. Roberto Cecere – Segretario Generale della Cisl di Latina «Ogni morte sul lavoro rappresenta una ferita profonda per tutta la nostra comunità e non può mai essere considerata una tragica fatalità. La sicurezza deve diventare un valore condiviso e irrinunciabile, da perseguire ogni giorno attraverso prevenzione, formazione, organizzazione del lavoro e controlli efficaci. È necessario che tutte le aziende rispettino rigorosamente le norme e che nessun lavoratore sia costretto a scegliere tra la propria salute e il proprio posto di lavoro. Il Sindacato continuerà a battersi affinché la dignità della persona venga sempre prima di ogni logica produttiva. Prepareremo una risposta adeguata per il rispetto delle normative.»