Polizia e Carabinieri stanno analizzando con estrema cautela l’attentato incendiario ai danni di un pub in via Neghelli, avvenuto domenica a Latina. Per l’episodio sono stati arrestati due 37enni — Emanuele Marangon, di Latina, e Roberto Cirilli, di Aprilia — ritenuti responsabili di aver appiccato il fuoco al gazebo esterno della struttura. Sebbene al momento non emergano connessioni dirette tra i due fermati e la criminalità organizzata locale, gli investigatori non intendono trascurare un grave e inquietante precedente che coinvolge la stessa vittima.
Il gestore del pub, un 38enne di origini brasiliane da tempo residente nel capoluogo pontino, è stato infatti protagonista in passato di una complessa vicenda giudiziaria. Tra il 2018 e il 2019, mentre era alla guida di un locale in piazza Moro, l’esercente subì un’estorsione aggravata dal metodo mafioso da parte di Costantino Di Silvio, detto “zio Costanzo” (63 anni, fratello del boss Giuseppe “Romolo”). Di Silvio cercò di imporre la propria protezione, tentò di utilizzare il circolo come piazza di spaccio e pretese somme di denaro con continue minacce.
Grazie al coraggio del commerciante, che formalizzò la denuncia alla Squadra Mobile, le indagini delle operazioni “Movida” e “Scarface” portarono alla condanna definitiva di Costantino Di Silvio a 5 anni e 6 mesi di reclusione.
Attualmente Marangon e Cirilli non risultano legati al clan di Campo Boario e Gionchetto. Gli inquirenti proseguono comunque tutti gli accertamenti del caso per verificare l’eventuale sussistenza di punti di contatto non ancora emersi o per chiarire le reali motivazioni alla base dell’attacco domenicale.