Le ultime inchieste confermano che i vertici della malavita latinense continuano a gestire i propri affari dal carcere tramite l’uso illecito di smartphone. Tra questi c’è anche Angelo Travali, detto “Palletta”, ritenuto dalla Dda di Roma a capo di un’organizzazione mafiosa dedita a narcotraffico ed estorsioni (già condannato a 12 anni e 3 mesi in primo grado nel processo “Reset”).
Nonostante la detenzione in regime di alta sicurezza a Benevento, un telefono cellulare è stato recentemente rinvenuto e sequestrato all’interno della sua cella. La scoperta, avvenuta tra la primavera e l’inizio dell’estate, ha fatto scattare una denuncia, una nuova indagine per analizzare i tabulati e le chat del dispositivo, e l’immediato trasferimento di Travali in un carcere della Sicilia per incompatibilità ambientale (sospettando anche possibili complicità interne).
Secondo i primi riscontri, l’uomo sarebbe riuscito a riorganizzare le attività illecite a Latina nonostante una detenzione ininterrotta dal 2015. Gli inquirenti ipotizzano che abbia beneficiato del supporto operativo di parenti stretti: il fratello Salvatore (attualmente ai domiciliari a Borgo Sabotino) e il cugino Roberto Di Silvio, arrestato lo scorso novembre con due chili di cocaina.