Nel Lazio cresce il numero degli infortuni sul lavoro e si aggrava il bilancio delle vittime. A lanciare l’allarme è la Cgil Roma e Lazio, sulla base dei dati Inail relativi ai primi quattro mesi del 2026.
Le denunce complessive passano da 13.884 a 15.208 rispetto allo stesso periodo del 2025, con un aumento del 9,5%. In crescita anche gli infortuni mortali, che salgono da 21 a 24.
Le province
La situazione più critica si registra nella provincia di Roma, dove gli infortuni superano quota 12mila. Aumenti si rilevano anche a Latina, Viterbo e Rieti, mentre Frosinone resta sostanzialmente stabile.
Per quanto riguarda i decessi, venti su ventiquattro avvengono proprio nell’area metropolitana di Roma. Le vittime si concentrano in diversi settori produttivi: dall’agricoltura alle costruzioni, dal commercio ai servizi, fino all’industria e alla ristorazione.
I dati evidenziano inoltre un aumento diffuso tra le fasce d’età lavorative. Crescono in particolare i casi tra i 30 e i 34 anni, ma resta alta anche l’incidenza nella fascia tra i 50 e i 54 anni, la più colpita in termini assoluti.
Per la Cgil si tratta di numeri che confermano una situazione di forte criticità. Il sindacato sottolinea inoltre come i dati rappresentino solo una parte del fenomeno reale, anche per le difficoltà, in alcuni casi, a denunciare gli infortuni.
Da qui l’appello a rafforzare i controlli e gli enti ispettivi, soprattutto in una fase in cui l’emergenza caldo rischia di aumentare ulteriormente i pericoli per chi lavora.