Carlo, ripetevi sempre: “Lascia che il tuo sorriso cambi il mondo, ma non lasciare che il mondo cambi il tuo sorriso”. Dopo tante telefonate, il 29 luglio avevi trovato con chi uscire.
Eri contento, già programmavi le serate, ma il destino ti aspettava. Il giorno seguente, 30 luglio, alle 19:00 sei uscito, forse consapevole di dare l’ultimo saluto alla città a cui volevi tanto bene… Ed è stato cosi.
Ricordo il momento che sei venuto al mondo: già sorridevi. Hai illuminato ogni nostro giorno con quella gioia pura, diventando il respiro della nostra vita. Aver cura di te, vederti crescere è stato il privilegio più grande della nostra esistenza. Il vuoto che lasci è incolmabile e il dolore straziante, ma la gratitudine per ogni singolo istante vissuto al tuo fianco è più forte di qualsiasi addio.
Oggi papà e mamma sono affranti, ma sanno che ora appartieni al mondo delle stelle.
Ora è il momento di ringraziare tutte le famiglie di Gaeta, dal primo cittadino all’ultimo amico, che con la sua presenza nel momento dell’addio hanno dimostrato quanto affetto avessero per te. Mi auguro che ogni anno, il 31 luglio, ti ricordino con lo stesso amore dimostrato in questi 44 anni.
A tale proposito desidero riportare una frase dello psicologo americano Wayne W. Dyer che spesso ripetevo a Carlo: “Non esiste una strada al cui termine ci attende la felicità. La felicità è la strada stessa che percorriamo”.
Con tutto l’amore del mondo…
Papà Angelo e Mamma Rosetta