LA SITUAZIONE

Servizio idrico, Acea paga 3,3 milioni ma i Comuni non li incassano

Un’inadempienza che ha spinto il dirigente dell’Egato 5, Luigi Urbani, a lanciare un appello diretto ai primi cittadini della provincia

Servizio idrico, Acea paga 3,3 milioni ma i Comuni non li incassano

Un paradosso tutto burocratico quello che emerge dagli ultimi dati dell’Egato 5 di Frosinone. Dopo anni di sollecitazioni e trattative, l’ente è riuscito a far recuperare oltre 3,3 milioni di euro ad Acea Ato 5, somma dovuta come canone di concessione per l’uso delle infrastrutture idriche dal 2019 ad oggi. Il gestore ha completato il piano di rientro e ha ripreso i versamenti regolari per il 2025 e il 2026. I soldi, insomma, ci sono e sono pronti per essere distribuiti. Eppure, le risorse non arrivano nei bilanci comunali.

A frenare il trasferimento dei fondi sono gli stessi enti locali: ben trentotto Comuni ciociari non hanno ancora emesso le fatture necessarie per ricevere il canone 2026, e ritardi analoghi si trascinano persino per le annualità precedenti a partire dal 2021. Un’inadempienza che ha spinto il dirigente dell’Egato 5, Luigi Urbani, a lanciare un appello diretto ai primi cittadini della provincia: “Abbiamo recuperato tutto il dovuto, ora i sindaci sollecito i propri uffici ad emettere le fatture”.  Un passaggio puramente amministrativo, ma fondamentale per permettere alle comunità locali di sbloccare fondi preziosi per i propri bilanci.