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L’ombra del lavoro nero in Italia: l’economia sommersa sfiora i 77 miliardi di euro

I dati confermano come il lavoro nero continui a rappresentare un fenomeno strutturale dell’economia italiana

L’ombra del lavoro nero in Italia: l’economia sommersa sfiora i 77 miliardi di euro
Su dati Istat riferiti al 2023, il volume d’affari generato dall’economia sommersa supera i 77 miliardi di euro annui. Il lavoro nero continua a rappresentare una realtà economica di dimensioni rilevanti. Oltre un terzo di questa ricchezza prodotta irregolarmente si concentra nelle regioni del Mezzogiorno, dove si registra anche la quota più elevata di lavoratori coinvolti. Se storicamente il fenomeno è stato associato alle regioni meridionali, oggi il lavoro sommerso è diffuso in misura preoccupante anche nel Centro-Nord. A livello settoriale, le situazioni più critiche si riscontrano nei servizi alla persona, dove il tasso di irregolarità raggiunge il 48,8 per cento. In questo comparto rientrano soprattutto colf, badanti e altre figure impegnate nell’assistenza domestica. Seguono l’agricoltura e le attività artistiche e di intrattenimento.
I dati confermano come il lavoro nero continui a rappresentare un fenomeno strutturale dell’economia italiana, con effetti rilevanti sia sul piano sociale sia su quello tributario e contributivo.
Badanti, agricoltori ed edili i settori con più irregolari. Poi ci sono il  caporalato e lo sfruttamento del lavoro che rappresentano una grave violazione dei diritti fondamentali della persona. Le conseguenze non ricadono soltanto sui lavoratori vittime di questi abusi, ma anche sulle imprese oneste, che rispettano le regole e applicano correttamente i contratti di lavoro, e sulle organizzazioni impegnate nel contrasto all’illegalità.
Nel Lazio il numero degli occupati irregolari è pari a 335.700, il tasso di irregolarità è del 12,1% e il valore aggiunto prodotto dal lavoro irregolare è pari al 4,3% a cui corrisponde un valore di 9 milioni 225 mila euro. In Campania il numero degli irregolari è pari a 283.100 con un tasso del 14,4%, il valore aggiunto è del 7% pari a un ammontare di 8 milioni 367 mila euro.