Calcio - serie a

Frosinone – Lecce, Palmisani: “Sarà una partita tosta, ma siamo concentrati. Vogliamo vincere”

"Quando si giocano più partite attaccate non è facile, ma giocarle in casa è un vantaggio"

Frosinone – Lecce, Palmisani: “Sarà una partita tosta, ma siamo concentrati. Vogliamo vincere”

Dopo il pareggio a Bergamo il Frosinone torna allo Stirpe per affrontare il Lecce. Alla vigilia della partita conferenza stampa di Lorenzo Palmisani.

“Quando si giocano più partite attaccate non è facile, ma giocarle in casa è un vantaggio. Le stiamo preparando bene come tutte. Sarà una partita tosta, ma siamo concentrati e ci vogliamo riscattare dalla mancata vittoria di Bergamo.

Dal mio punto di vista siamo una squadra molto forte, siamo molto legati. Abbiamo la fortuna di essere la maggior parte del gruppo dello scorso anno e questo aiuta nell’aspetto mentale. Sono arrivati innesti poi che hanno portato qualità. Sono ragazzi che ci aiutano, che ci danno una mano a credere di più in noi stessi. Abbiamo uno staff che ci aiuta a mantenere i piedi per terra.

Dal punto di vista mentale non è facile. Il portiere è uno dei ruoli più difficili, sei solo e se commetti un errore è cruciale. Ho la fortuna di avere uno staff importante e un mister dei portieri, Frattali e da quest’anno Olevano, che mi aiutano molto dal punto di vista mentale. Mi conoscono bene e mi hanno inquadrato mentalmente. Mi danno tanti stimoli e mi aiutano ad essere concentrato prima di entrare in campo, lasciando le pressioni esterne fuori. Loro sono molto bravi in questo.

Le parate più belle quest’anno, sicuramente una con l’Atalanta a Bergamo su Zielinski e con il Como, in tutta la partita. In questo campionato cresci tantissimo. Ho la fortuna di confrontarmi con portieri straordinari. Già dalla prima contro la Juventus con Vicario. Ho anche la fortuna di conoscerli, come successo con Meret a Napoli che mi ha chiamato il giorno prima. Parlando del Lecce, Falcone è molto forte, ha tante sue qualità sui rigori. Cerco di rubare il più possibile con gli occhi da loro che hanno più qualità e intelligenza su alcune cose.

Con Carnesecchi abbiamo parlato prima e dopo la partita. Prima mi ha chiesto come stessi e mi ha detto di stare tranquillo e giocare la mia partita. Dopo il match mi ha detto di continuare così sotto il tunnel e che magari arriva anche la chiamata in Nazionale.

Mi capita poche volte di fermarmi a pensare a cosa sta succedendo. Non voglio montarmi la testa, voglio continuare a fare sacrifici. La mia storia è iniziata dall’infortunio di Sherri, dovevo fare il secondo portiere ma mi sono fatto trovare pronto. Il mister mi ha sempre sostenuto, anche prima che si facesse male Sherri. Mi ha sempre dato l’opportunità di dimostrare quanto valessi.

Il mister vuole che io stia un po’ più alto ed è una cosa in cui sto facendo più fatica. Sta cercando di dirmelo con le maniere buone e un po’ più rudi a volte. È successo anche con il Sassuolo, c’è da lavorare.

La forza di questo gruppo è anche nelle persone che non giocano ma sono quelli che non mettono mai il muso e si allenano il doppio di quelli che giocano. Io ho la fortuna di avere dietro di me due portieri, Desplanches e Pisseri davvero bravi e non è facile trovare due portieri che non giocano ma che comunque ti danno una mano e ti danno consigli, ti chiedono come stai, ti mandano in campo nelle migliori condizioni. Tu che giochi titolare dai il massimo anche per loro. Chi non gioca non ti fa mai pesare che giochi tu.

A Bergamo potevamo vincere. Dobbiamo gestire meglio certe situazioni e non andare all’arrembaggio. Abbiamo uno stile di gioco grazie al mister che ci piace tantissimo. Dobbiamo sempre attaccare, questa mentalità ci rappresenta. Ci ha fatto tanto bene l’anno scorso e ci fa bene anche quest’anno. La pressione si gestisce tranquillamente. Dobbiamo cercare di salvarci il prima possibile, poi possiamo ambire a qualcosa in più.

Essere l’idolo di qualcuno è una cosa bellissima, quando vedi i bambini allo stadio con la maglietta che porta il tuo nome vuol dire che il lavoro che stai facendo lo fai bene. Penso che ogni giocatore ambisca a quello lì. Vedere bambini che sono felici è quello il miglior traguardo che uno può raggiungere”.