Ci sono campioni che appartengono alla storia dello sport. E poi ci sono campioni che, attraverso la loro storia, diventano parte della memoria di una città. Livio Berruti è uno di questi.
Il campione olimpico dei 200 metri ai Giochi Olimpici di Roma 1960 ha avuto con Formia un legame speciale e profondo, costruito negli anni della giovinezza, tra lo studio e lo sport.
Nel 1958, mentre si allenava presso il Centro di Preparazione Olimpica CONI “Bruno Zauli”, Berruti conseguì la maturità al Liceo Classico “Vitruvio Pollione”.
Qui ha lasciato una parte importante della sua storia. Tra i banchi del liceo e sulla pista del Centro CONI, impianto ribattezzato “Lo Stadio degli Aranci”, si preparava quell’atleta destinato, appena due anni dopo, a entrare nella leggenda: il 3 settembre 1960, allo Stadio Olimpico di Roma, Berruti conquistò la medaglia d’oro nei 200 metri, eguagliando il record mondiale con il tempo di 20”5.
Ma il suo rapporto con Formia non si è mai interrotto.
Nel 2019, in occasione del suo 80° compleanno, Livio Berruti volle tornare nella sua città degli anni della giovinezza e incontrare nuovamente il suo liceo, gli studenti, i docenti e soprattutto i suoi compagni di classe della storica 3ª A. Fu una giornata carica di emozione, nella quale il campione raccontò ai ragazzi il valore dello studio, dello sport, del sacrificio e della disciplina.
«Studiare è fondamentale, ma fare sport lo è forse di più. Il sacrificio, la voglia di impegnarsi tutti i giorni aiutano e formano il carattere», disse in quell’occasione.
Parole che ancora oggi rappresentano una straordinaria lezione di vita.
Livio Berruti ha saputo dimostrare che talento, studio, passione e sacrificio possono camminare insieme. E Formia ha avuto il privilegio di accompagnarlo in una parte decisiva del suo percorso, quando quel giovane velocista coltivava sogni ancora più grandi di lui.
Oggi, nel momento del dolore per la sua scomparsa, l’Amministrazione comunale di Formia, guidata dal Sindaco Gianluca Taddeo, si stringe idealmente alla sua famiglia e a tutto il mondo dello sport italiano.
Formia conserverà per sempre il ricordo di quel ragazzo che correva sulla pista del “Bruno Zauli”, studiava al “Vitruvio Pollione” e che, poco dopo, avrebbe fatto volare l’Italia sul tetto olimpico.
Grazie, Livio. La tua corsa è finita, ma la tua storia continuerà a correre.