IL CASO

Taddeo tradito da un F24: così è emersa la frode fiscale da 2,5 milioni

Le indagini hanno rivelato che Taddeo e altri complici avevano creato un sistema di traffico telefonico fittizio,

Taddeo tradito da un F24: così è emersa la frode fiscale da 2,5 milioni

Un credito d’imposta utilizzato per compensare debiti con il Fisco è stato il punto di partenza per un’inchiesta che ha portato alla luce una frode fiscale da 2,5 milioni di euro. Il caso riguarda l’imprenditore della telefonia Orlando Taddeo, il cui sistema illecito di traffici telefonici fittizi è stato scoperto dalla Guardia di Finanza.

L’operazione è iniziata nel marzo 2022, quando la Guardia di Finanza ha esaminato il pagamento di un debito pregresso da parte della società 4U Italia srl. Anziché utilizzare liquidità per il versamento, la società aveva compensato il debito con crediti d’imposta. Questo ha fatto scattare i controlli, che hanno portato alla scoperta di un meccanismo fraudolento che ha coinvolto diverse società. Tra queste, la 7C Italia srl avrebbe ottenuto indebite compensazioni per oltre due milioni di euro.

Le indagini hanno rivelato che Taddeo e altri complici avevano creato un sistema di traffico telefonico fittizio, generando crediti IVA inesistenti. La frode si è estesa attraverso una rete di società, incluse alcune estere, e piattaforme di intermediazione telefonica, con l’obiettivo di evadere il fisco.

L’inchiesta ha portato all’arresto di Orlando Taddeo e di Paolino Manfredi, accusati di aver orchestrato la frode fiscale attraverso la creazione di attività fittizie, che hanno consentito alle aziende coinvolte di evitare il pagamento di imposte dovute. Oltre ai sequestri preventivi effettuati nel 2022, sono stati trovati oltre 500 prodotti pericolosi, legati a questa rete criminale.

Le indagini proseguono, mentre le autorità cercano di ricostruire l’intero giro d’affari illecito e recuperare i fondi evasi.