LA DECISIONE

Operaio fulminato in cantiere, processo rinviato: sarà la Corte d’Assise a giudicare

Il Tribunale dichiara l’incompetenza per materia. I familiari della vittima: «Vogliamo giustizia»

Operaio fulminato in cantiere, processo rinviato: sarà la Corte d’Assise a giudicare

Il processo per la morte di Umberto Musilli, 67 anni, non partirà davanti al Collegio penale del Tribunale. I giudici hanno disposto l’incompetenza per materia, stabilendo che il procedimento dovrà essere celebrato in Corte d’Assise in ragione della gravità dei reati contestati. Il Collegio del Tribunale di Latina, presieduto dal giudice Elena Nadile, ha quindi trasmesso gli atti alla Corte competente. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro 15 giorni.

I fatti e la ricostruzione investigativa

I fatti risalgono al giugno 2022. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’operaio sarebbe rimasto folgorato all’interno di un cantiere. In fin di vita, sarebbe stato poi trasportato fuori dall’area di lavoro, fino alla strada, insieme al suo motociclo. L’ipotesi accusatoria è che lo spostamento sia avvenuto per allontanare i sospetti di un incidente sul lavoro e simulare un malore o una caduta. Sempre secondo le indagini, la vittima agonizzante sarebbe stata sistemata su una tavola prima di essere trasferita all’esterno del cantiere.

Le accuse contestate

Gli imputati sono accusati, a vario titolo e in concorso tra loro, di omicidio volontario con dolo eventuale, favoreggiamento personale aggravato continuato e rimozione e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Lo scorso novembre il giudice per l’udienza preliminare Barbara Cortegiano aveva disposto il rinvio a giudizio di Sebastiano Dei Giudici, proprietario della ditta nella cui sede sarebbero avvenuti i fatti; Roberto Orsini e Federica Libanori, rispettivamente socio della Latina Beton e proprietaria dell’autobotte; e Luca Antonetti, operaio.

Nel corso dell’udienza è emerso che, per la tipologia di reato contestato, la competenza spetta alla Corte d’Assise.

Il dolore dei familiari

In aula erano presenti i familiari della vittima, a partire dal figlio Antonio. «Nessuno purtroppo mi darà mio padre, chiediamo e vogliamo giustizia», ha dichiarato. Diverse le parti civili costituite in un procedimento che ora entra in una nuova fase processuale.