Non vogliono trasferirsi nel Nord Italia, ma hanno paura del licenziamento, che rappresenterebbe un enorme problema. E’ la situazione di 80 lavoratori della Prima Sole Components di Anagni, specializzata nella componenti e accessori in plastica stampati ad iniezione e termoformati destinati principalmente al settore automotive, veicoli agricoli e apparecchiature medicali.
Hanno deciso di scrivere una lettera al presidente del CdA Maurizio Stirpe, patron del Frosinone Calcio.
La lettera
“Egregio Presidente Maurizio Stirpe,
La situazione che stiamo vivendo noi 80 lavoratori della Prima Components di Anagni è motivo di profonda preoccupazione e sofferenza.
Ci troviamo di fronte a una scelta che percepiamo come ingiusta e dolorosa: accettare un trasferimento nel Nord Italia, lontano dalle nostre famiglie e dalla nostra terra, oppure perdere il lavoro. Una decisione che, per molti di noi, non rappresenta una reale alternativa, ma una costrizione che rischia di stravolgere la vita di decine di famiglie della Ciociaria.
Negli anni scorsi ci era stato assicurato che non ci sarebbero stati licenziamenti e che gli strumenti di sostegno, compresa la cassa integrazione, avrebbero consentito di gestire la situazione senza ricadute così pesanti sui lavoratori. Oggi, invece, ci sentiamo abbandonati e privi di una vera prospettiva.
Ci troviamo di fronte a una scelta che percepiamo come ingiusta e dolorosa: accettare un trasferimento nel Nord Italia, lontano dalle nostre famiglie e dalla nostra terra, oppure perdere il lavoro. Una decisione che, per molti di noi, non rappresenta una reale alternativa, ma una costrizione che rischia di stravolgere la vita di decine di famiglie della Ciociaria.
Negli anni scorsi ci era stato assicurato che non ci sarebbero stati licenziamenti e che gli strumenti di sostegno, compresa la cassa integrazione, avrebbero consentito di gestire la situazione senza ricadute così pesanti sui lavoratori. Oggi, invece, ci sentiamo abbandonati e privi di una vera prospettiva.
Anche quando abbiamo chiesto al sindacato Cisl un sostegno, non ci ha fornito le risposte che speravamo, anzi ci ha consigliato di accettare. Molti lavoratori hanno avuto comunicazione che l’unica strada proposta fosse quella di accettare il trasferimento, nonostante le enormi difficoltà personali, familiari ed economiche che questa scelta comporta.
Per questo ci rivolgiamo direttamente a Lei, chiedendo un intervento urgente. Le chiediamo di ascoltare la voce degli 80 lavoratori coinvolti e delle loro famiglie, di aprire un confronto serio e di valutare soluzioni alternative che consentano di salvaguardare l’occupazione senza costringere i dipendenti a lasciare il proprio territorio.
Dietro questi numeri ci sono persone, storie, figli, mutui e progetti di vita. Chiediamo rispetto, dialogo e la ricerca di una soluzione che tenga conto della dignità dei lavoratori e del futuro della nostra comunità.
Per questo ci rivolgiamo direttamente a Lei, chiedendo un intervento urgente. Le chiediamo di ascoltare la voce degli 80 lavoratori coinvolti e delle loro famiglie, di aprire un confronto serio e di valutare soluzioni alternative che consentano di salvaguardare l’occupazione senza costringere i dipendenti a lasciare il proprio territorio.
Dietro questi numeri ci sono persone, storie, figli, mutui e progetti di vita. Chiediamo rispetto, dialogo e la ricerca di una soluzione che tenga conto della dignità dei lavoratori e del futuro della nostra comunità.
Denunciamo la violenza di una scelta fatta alimentando la paura e certe volte con estreme forzature non lasciando alle persone neanche il tempo di poter discutere con le proprie famiglie.
Confidiamo nella Sua sensibilità e nel Suo senso di responsabilità.
Confidiamo nella Sua sensibilità e nel Suo senso di responsabilità.
Cordiali saluti,
I lavoratori della Prima Components di Anagni e le loro famiglie. “
I lavoratori della Prima Components di Anagni e le loro famiglie. “